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English Version:  https://aglaiaenglish.wordpress.com/2016/05/01/the-witchs-tools/

La raccolta dell’ arredo di altare e degli strumenti fu per me una delle parti più emozionanti. Non spesi molto, anzi molti oggetti li avevo sempre avuti in casa o ebbi la fortuna di “ereditarli” e molti altri invece furono un dono della natura, come ad esempio la mia bacchetta. Non nego che la ricerca di strumenti particolari, belli, interessanti, e visivamente piacevoli sia una cosa che ancora oggi mi attrae e quando visito una città nuova come prima cosa vado alla ricerca di un negozietto esoterico. Anche se poi mi limito a comprare magari un libro o una collana mi piace spiare e guardarmi attorno.

Sebbene siano importanti e la loro creazione sia un modo per iniziare a familiarizzare con la Stregoneria NON sono un prolungamento o un estensione del praticate e NON posseggono l’ energia o la magia. Sono necessari per dirigere l’atto magico ma non lo creano. Uno strumento agisce in base alle competenze e alla forza di chi lo usa. Sono dunque, insieme a molti altri fattori,determinanti del livello del rituale, ma non sono gli esclusivi depositari del potere. Basta pensare che alcuni, dopo anni di pratica e dopo aver raggiunto una certa consapevolezza, riescono a praticare senza strumenti. Li creiamo noi stessi e li personalizziamo in modo che siano inequivocabilmente nostri. E’ buona regola non prestare a nessuno i propri strumenti, perchè se è vero che ci appartengono, una pare di noi  conservata in essi, una parte del nostro potere che noi infondiamo loro durante la creazione. Ognuno può scegliere i propri strumenti e gestirli come preferisce all interno del rituale, anche se in genere chi pratica in un Cerchio comune usa gli stessi strumenti e compie gli stessi gesti per i fini pratici del rituale. Ogni praticante reputerà necessario uno strumento e sacrificabile un’altro, dipende esclusivamente dalla propria pratica e dalla propria tradizione.

Qui di seguito elenco gli strumenti maggiormente utilizzati e quelli più frequentemente riportati nei libri sulla wicca/stregoneria reperibili in commercio.

La scopa viene  utilizzata sia in magia che nei rituali ed il suo ruolo risulta essere abbastanza antico. Nel Messico pre colombiano ad esempio esisteva Tlazelteotl, Dea della fertilità e Dea-Madre,raffigurata sopra ad una scopa.

Esempio di scopa di saggina decorata
Esempio di scopa di saggina decorata

In alcune credenze una scopa viene posta sopra la porta di casa per allontanare il male ed è buona regola spazzare l’area rituale prima di svolgere ogni attività e prima di tracciare il Cerchio, visualizzando eventuali tracce che avremmo potuto lasciare dai precedenti rituali, dissolversi.

L’ antica formula per la creazione di una scopa prevedeva che il manico fosse di frassino e le sue fibre di betulla legate assieme da un ramo di salice. La sua importanza è rappresentata nel Sabba di Imbolc in cui viene spazzata l’ area rituale all’ interno del Cerchio e metaforicamente rappresenta l’allontanamento della vecchia stagione che fa spazio alla Primavera.

Il bolline è una piccola falce,

bolline
bolline

spesso realizzata con il manico bianco, usata per tagliare le erbe, scrivere ed incidere sulle candele e per tagliare cordoncini ad uso magico

Il calderone è un antico contenitore usato per cuocere, bollire o preparare infusi. I più resistenti e pesanti sono in ghisa e ne esistono di varie dimensioni. E’ considerato il simbolo della femminilità e della creatività e rappresenta la Dea. Simboleggia l’ immortalità e l’ ispirazione. Rappresenta il grembo della Dea e sebbene un tempo venisse usato per accendervi dei fuochi, per chi pratica all’ interno questo diventa molto più complesso.

calderone
calderone

Ad oggi durante gli incantesimi si può usare per bruciare dei foglietti o delle erbe. Durante i riti primaverili viene riempito di acqua e fiori, durante quelli invernali vi si accende un fuoco sotto o vi si mettono all’ interno delle candele accese, a simboleggiare la rinascita della Divinità maschile. La tradizione infatti vuole che il Dio nasca in inverno e  muoia in estate, dopo l’ ultimo raccolto.

La coppa è un calderone in miniatura ed è collegata alla Dea, alla fertilità,  e all’ elemento Acqua. Contiene le bevande usate nei rituali, nelle feste o negli incantesimi. Solitamente è fatta d’argento, il metallo della Luna e dato che la luna governa le maree, è collegata anche all’ elemento Acqua.

coppa
coppa

La sua funzione è quella di raccogliere, conservare o disperdere. Il suo simbolismo è vario, infatti la coppa è la mente, la grotta, la tomba, può essere svuotata o riempita e può contenere, dissetare o nutrire. ma può anche avvelenare, raffreddare e ristagnare.

Il grimorio o Libro delle Ombre è il manuale della strega, dove sono contenuti i rituali, gli incantesimi e le informazioni utili. Di derivazione più wiccan è la presenza di un libro Specchio, dove il praticante descrive il proprio percorso, dubbi, speranze….una sorta di diario della magia. Nel libro delle ombre invece vengono in genere racchiuse tutte le informazioni utili alla pratica. Per comodità in molti utilizzano un quaderno ad anelli dove possono aggiungere varie sezioni, mentre online si trovano bellissimi quaderni rilegati in pelle che ricordano antichi manuali medievali. Altri ancora riescono a rilegarsi da soli i propri libri delle ombre.

L’ athame è il coltello rituale, è collegato al Dio e all’ elemento fuoco. Esso invoca l’ energia e l’ allontana a seconda dei casi, controlla le entità e le forze invisibili. L’athame è un coltello magico che non viene mai utilizzato per tagliare o incidere ma viene usato appunto per dirigere e incanalare le energie durante riti e incantesimi, come la bacchetta. Alcune congreghe sostituiscono l’athame con la spada che ha lo stesso identico utilizzo ma dimensioni maggiori, essendo meno maneggevole viene utilizzata all’aperto più che al chiuso. Il coltello dovrebbe avere una lama a doppio taglio a rappresentare le due facce della magia e dovrebbe  avere il manico di colore nero. Il nero infatti è in grado di assorbire e rielaborare.

athame
athame

La doppia lama rappresenta anche la Vita e la Morte, l’ aria e la terra,  l’ invisibile e il visibile, l’ acqua ed il fuoco,l’alto ed il basso. L’athame non deve mai essere usato per incidere la carne od estrarre sangue e se succederà lo strumento perderà valore e bisognerà eliminarlo, non facendolo usare da nessuno. Va maneggiato con molta cura e mai mostrarlo in pubblico. Si deve tenere celato nell’oscurità e trattato con il rispetto e la cura che merita un oggetto rituale. La

athame
athame

consacrazione dell’athame avviene in luna calante ed è piuttosto complessa. Al termine del rituale l’athame deve essere sotterrato nel terreno per settantadue giorni al termine dei quali si dissotterra  e ripulito meticolosamente con acqua e sapone. Una volta terminate tutte le operazioni, va riposto nel suo fodero nell’attesa di essere usato.
La pronuncia dell athame è: à-ta-me. Nella tradizione Scozzese viene chiamato yag-dirk e in quella sassone si-ex.

Prima di usare gli strumenti nel Cerchio è necessario purificarli e consacrarli. I rituali di consacrazione sono molteplici, spesso derivano da vecchie tradizioni locali e chiunque può scegliere, seguendo alcuni criteri, un modo per consacrare il proprio strumento all’ Arte e agli Dei. Rivolgersi agli Dei, presentare il proprio strumento, farlo venire in contatto con gli elementi….questi sono dei passaggi comuni a molti riti.

Prima del rituale vero e proprio però si possono fare dei piccoli accorgimenti verso i nostri strumenti, una purificazione iniziale molto più semplice e rapida.

La coppa viene unta con un olio di gardenia o di rosa o di violetta e riempita di acqua fresca. vi viene messo a galleggiare un trancio di di edera e una pianta dell’  olio corrispondente. Si invoca la Dea e si espone per una notte alla luce di Luna, facendo in modo che la Luna vi si rifletta all’ interno. Il giorno seguente le erbe vengono tolte e sepolte.  La scopa può essere spazzolata con rametti o steli di salice, malva, sambuco, o con della camomilla. Anche queste erbe vengono o sepolte o gettate in un corso d’ acqua. E’ importante che vengano comunque restituite alla natura. Sul manico vi si possono incidere varie rune o simboli, tra cui il pentacolo o il simbolo della Triplice Dea )O(.   Nel grimorio vengono messe delle erbe come la verbena, il salice o la ruta esposte alla Luna Crescente per una notte. Si possono lasciare seccare tra le sue pagine, cucirle all’ interno se è di pelle oppure si può creare un sacchettino con le erbe da riporre nel frontespizio. Il bolline per la prima volta viene appoggiato sulla terra e si devono percepire le energie che risalgono da terra, e dopo di chè si incide un pentacolo. Molti utilizzano un abito cerimoniale, che andrebbe conservato con all’ interno dei sacchettini dello stesso colore ripieni di verbena, cedro e lavanda. Tali sacchettini possono diventare anche delle decorazioni dell’ abito stesso, appesi ad esempio ad una cintura o con delle spille. Da notare che la consacrazione dell’ athame viene fatta in Luna Calante e vi sono vari sistemi di consacrazione. Alcuni prevedono di macchiarlo con il proprio sangue, sebbene in teoria non debba venir a contatto con il sangue nè tagliare alcunché, altri invece magnetizzano la lama o la surriscaldano. Per il mio athame ho utilizzato un rito di consacrazione generico che posterò successivamente.

Sebbene gli strumenti siano importanti e faccino parte del nostro way of life magico, l’ elemento più importante rimane comunque la nostra mente, il nostro spirito e il nostro potere che manifestiamo durante l’ incantesimo /rituale e che accresciamo con l’ esecuzione di gesti, erbe e parole. un oggetto o una particolare frase possiedono un minimo di potere se noi, con la nostra volontà, glielo infondiamo. Un rito, anche semplice, ottiene maggiori possibilità di imporsi su un rito complesso se ogni cosa fatta è veramente sentita. Ogni nostra azione creerà un effetto sulla realtà pari alla potenza interioe e alla volontà che inseriamo nell’ azione e nel rito. La magia è semplicità e naturalezza. Riuscire a praticare senza strumenti, avendo una perfetta padronanza di noi stessi, richiede tempo e gli strumenti, soprattutto all’ inizio, sono indispensabili e non vanno trascurati. La Magia è in Noi e matura con Noi, ne consegue che più anni passano e più si diviene forti e sicuri sulla strada della magia.

aglaia hirschlauf

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