VIVERE WICCA14vmuja

 

Devo ammettere che per me è stato un periodo davvero difficile. Da dopo la mia laurea a maggio non ho avuto un solo momento libero perchè ho dovuto iniziare immediatamente a studiare per un concorso pubblico che fortunatamente oggi si è concluso in maniera più che positiva. Finalmente adesso ho un po’ di tempo per me e di conseguenza per il blog!

Qualche tempo fa mi sono imbattuta in una attività proposta dal forum Vivere Wicca, la 30 Days of Devotion. Si tratta di un’attività nata sul web (ad opera di tale Arrin Deugnatos) largamente diffusasi tra i blog di matrice pagana. La 30 DoD si struttura in 30 domande – a cui bisognerà rispondere quotidianamente – volte all’approfondimento dello studio e della relazione con una determinata divinità. Visto la necessità di fare delle ricerche non so se riuscirò  a mantenere il ritmo di un articolo al giorno ma cercherò di essere il più rigorosa possibile. Spero che questa attività si possa diffondere anche attraverso il mio forum e che vi possa interessare.

Vi elenco qui le domande a cui risponderò:

1) Una breve introduzione della divinità
2) Come sei diventato consapevole di questa divinità?
3) Simboli e immagini di questa divinità
4) Mito o miti preferiti riguardanti questa divinità
5) Parenti – albero genealogico
6) Altre divinità o entità associate a questa divinità
7) Nomi ed epiteti
8) Variazioni della divinità (aspetto, forme regionali, ecc.)
9) Errori comuni riguardanti questa divinità
10) Offerte – storiche ed esperienziali (UPG)
11) Feste, giorni, momenti sacri a questa divinità
12) Luoghi associati a questa divinità ed al suo culto
13) Quali temi della cultura moderna sono più vicini al cuore (sensibilità) di questa divinità?
14) Il culto di questa divinità è cambiato nell’era moderna?
15) Esistono pratiche quotidiane associate a questa divinità?
16) Come pensi che questa divinità rappresenti i valori del proprio pantheon e della cultura d’appartenenza?
17) Come si rapporta questa divinità ad altri Dei e pantheon?
18) Come si pone questa divinità in termini di genere e sessualità? (storicamente ed esperienzialmente)
19) Quale/i qualità ammiri di più di questa divinità? Quale/i qualità trovi più problematiche?
20) Opere d’arte che ti ricordano questa divinità
21) Musica che ti fa pensare a questa divinità
22) Una frase, una poesia, uno scritto che pensi risuoni con questa divinità
23) Una tua composizione – uno scritto riguardante questa divinità
24) Un momento in cui questa divinità ti ha aiutato
25) Un momento in cui questa divinità si è rifiutata di aiutare
26) Com’è cambiato nel tempo il tuo rapporto con questa divinità?
27) Il peggior pregiudizio che tu abbia incontrato riguardo questa divinità
28) Qualcosa che vorresti sapere riguardo questa divinità, ma che ancora non sai
29) Esperienze interessanti o inusuali da condividere?
30) Qualche suggerimento per chi vuole iniziare a conoscere questa divinità?

Una breve introduzione della divinità

Veles o Volos

-Cirillico: Велес

-Polacco: Weles

-Antico russo e antico slavo ecclesiastico: Велесъ

Simboli: animali cornuti, poesia, musica, mondo dei morti, drago, serpente, orso.

veles-symbol

E’ un importante dio della terra, delle acque e degli inferi, appartenente al pantheon slavo ed associato ai draghi, al bestiame, alla magia, ai musicisti, alla ricchezza ed all’inganno. È l’antagonista e fratello del supremo dio del tuono Perun, la cui battaglia contro di esso costituisce uno dei più importanti miti della mitologia slava.

Dio della morte e degli Inferi

Veles dimora negli Inferi, ovvero nelle radici dell’ albero del mondo e veniva rappresentato come un enorme serpente o drago (molto simile ad un drago accumula tesori) attorno alle radici dell’ albero del mondo. Veles è il pastore delle anime dei morti che nell’ al di là slavo, un mondo umido e verde, vegliano sulle mandrie di Veles. Veles mandava anche regolarmente gli spiriti dei morti nel mondo dei vivi come suoi messaggeri, a questo proposito vengono tenute delle feste, le Velja Noc, ad oggi chiamate Koleda. In queste feste giovani uomini indossano lungo cappoti di lana di pecora e indossavano maschere grottesche e cappotti di lana nera di pecora, girovagando per i villaggi e cantando canzoni nelle quali dicono di provenire da un mondo umido e bagnato e di aver viaggiato a lungo (chiari riferimenti all’ oltretomba di Veles). Visitavano anche le varie case e i padroni di casa elargivano doni e piccoli tesori. tali doni venivano portati a Veles in cambio di prosperità e buona sorte per il prossimo anno. Ecco perchè Veles spesso viene raffigurato come un drago accumula tesori. La sfera di appartenenza del dio è misteriosa, buia, infera, ctonia.

Dio della poesia e della musica

Veles ha una natura maliziosa e caotica, magica e lo si evince anche dalla sua musica. I Koledari utilizzavano la musica per entrare in trance e poeti, vati e musicisti lo veneravano come loro patrono. Bojan, il più celebrato cantore dei tempi andati, era chiamato «nipote di Veles».

fffe8a8b6f46fe453af13fd242e38c3d.jpgFino al ventesimo secolo durante un matrimonio i musicisti non iniziavano a suonare se non veniva rilasciato un tributo a Veles, che consisteva nel versare del vino ai piedi di un albero, meglio se una quercia. L’ albero del mondo per gli antichi slavi era infatti una quercia.

Dio del bestiame

La principale funzione pratica di Veles era proteggere il bestiame delle tribù slave, tanto che spesso ci si riferiva a lui come skotji bog, cioè “dio-bestiame”. Uno dei suoi attributi erano le corna di toro o ariete (o di un altro erbivoro addomesticato) e probabilmente anche la lana di pecora. Come già menzionato, Veles era il dio della magia, e secondo alcuni resoconti popolari l’espressione presti vunu (tessere la lana) o, in particolare, crnu vunu presti (tessere la lana nera) è un’allusione alle arti magiche, come in alcune canzoni koledo, dove i koledari cantavano di venire tessendo lana nera.Veles era ovviamente considerato anche protettore dei pastori, il che rivela un ulteriore tratto di inimicizia con Perun che, essendo portatore di pioggia, era il dio dei contadini. Esistono ancora oggi una serie di modi di dire nelle lingue slave meridionali che alludono ad una eccezionale fortuna: puna šaka brade (pieno pugno di barba) o, in particolare, primiti boga za bradu (“afferrare un dio per la sua barba”)

Lo scontro tra Veles e Perun

scontro tra veles e perun
Scontro tra Veles e Perun

I filologi russi Vjačeslav Vsevolodovič Ivanov e Vladimir Toporov ricostruirono la mitica battaglia tra Perun e Veles attraverso studi comparativi di varie mitologie indoeuropee ed un gran numero di storie e canzoni popolari slave. La battaglia tra un dio del tuono ed un enorme serpente (o drago) è una caratteristica unificante di tutte le mitologie indoeuropee: nella versione slava del mito, Perun è il dio del tuono, mentre Veles si comporta come un drago che si oppone a lui. All’origine dello scontro tra le due divinità c’è il furto del figlio (o della moglie, o del bestiame) di Perun per mano di Veles; tale gesto è tra l’altro anche un atto di sfida: Veles, in forma di grande serpente, striscia fuori dalle caverne del mondo sotterraneo e sale avvolgendosi attorno all’albero del mondo verso i domini celesti di Perun, provocando la reazione di quest’ultimo che lo attacca con le sue saette.

perun e veles
Veles e Perun

Veles scappa, si nasconde (o si trasforma in un albero, animale o persona) ma alla fine viene ucciso e, in questa morte rituale, qualsiasi cosa abbia rubato viene rilasciata dal suo corpo distrutto in forma di pioggia che cade dal cielo. Il mito della tempesta, come viene generalmente chiamato dagli studiosi al giorno d’oggi, serviva agli antichi slavi per spiegare il cambiamento delle stagioni: i periodi secchi venivano interpretati come il caos risultante dal furto di Veles, tempeste e fulmini erano visti come battaglie divine e la conseguente pioggia era il trionfo di Perun su Veles nonché il ristabilimento dell’ordine delle cose. Essendo un mito ciclico (si ripeteva ogni anno) la morte di Veles non era mai permanente, ed esso si riformava sotto forma di serpente che mutava la pelle e rinasceva in un nuovo corpo. Sebbene in questo mito giochi il ruolo negativo di portatore di caos, Veles non era visto come un dio malvagio dagli antichi slavi. Perun e Veles non rappresentano lo scontro dualistico tra bene e male ma piuttosto l’opposizione tra i principi naturali di terra, acqua e sostanza (Veles) contro il cielo, il fuoco e lo spirito (Perun).

La prossima domanda che svolgerò nel corso di questa settimana è: come sei diventato consapevole di questa divinità?

Spero che questa attività a cui ho deciso di aderire attraverso il Forum Vivere Wicca vi possa interessare.Sarà un’ occasione per farvi conoscere meglio la mitologia slava e anche per conoscere meglio me!

Sarei felice, anzi molto felice, di sentire la vostra opinione in merito ai 30 Days of Devotion 🙂

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