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Come sei diventata consapevole di questa Divinità?

Per me la ricerca della Divinità è sempre stata una cosa importante, avendo una concenzione della religione essenzialmente deista. La pratica magica, anche un semplice incantesimo di protezione, è sempre stata strettamente correlata alla pratica religiosa. Quindi quando iniziai a 12-13 i primi approcci al mondo pagano ebbi immediatamente la necessità di studiare più mitologie sperando di trovare una o più Divinità alle quali dedicare la mia vita spirituale. Fin da bambina ho avuto una grande passione per la storia dell’ Egitto e quindi ebbi l’ istinto di orientarmi verso la mitologia egiziana. Ma più la studiavo più comprendevo che era terribilmente distante dal mio essere inevitabilmente europea e dal mio sentire di europea. Nonostante le Divinità egiziane mi “piacessero” non sentivo assolutamente nulla. Non ero assolutamente in grado di interfacciarmi con esse nè riuscivo ad avere in me un sentimento di adorazione.

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La famiglia di mia madre, ovvero l’ unica famiglia che io abbia mai avuto, è per metà italiana e per metà tedesca. Ho molti parenti nella mittel europa perchè il mio tris nonno fece una vacanza in Germania  dopo il completamento dei suoi studi e dopo aver lasciato Firenze e aver passato qualche mese in Germania si sposò una ragazza tedesca. Proveniva dalla Germania Est,vicino al confine con la Polonia.Fin da picola la mia famiglia è stato un vero e proprio porto di mondo, con molte influenze culturali. Fin da piccola ho avuto modo di respirare una certa aria dell’ Est e soprattutto di venire a contatto con la mitologia e la cultura slava quindi le storie delle Dvinità slave le conoscevo. Crescendo le mie amicizie si sono organizzate, sopratutto fino agli anni universitari, con ragazzi e ragazze provenienti proprio dall’ Est Europa e dalla Germania, grazie anche a mio cugino, rafforzando in me l’ interesse e l’ identificazione con queste culture.

E’ stato così  poi completamente naturale scoprire, attorno ai miei 15 – 16 anni, di appartenere da sempre a quel Pantheon. Esso mi rappresentava e mi parlava direttamente, in modo chiaro e forte. E forse lo faceva da sempre, ero stata io che lo avevo ignorato per qualche motivo. Iniziai a studiarlo approfonditamente e quando nei miei studi incontrai la figura di Veles capiieedfe3876f9dc6a3e976a2f54c56f90e.jpg che c’era un contatto. Veles entrava nei miei pensieri miei pensieri nei momenti più impensabili e mormorava segretamente al mio orecchio. Talvolta sensuale e conturbante, altre volte misterioso e oscuro, altre volte illuminante come un pastore che guida il suo gregge. Quella Divinità così oscura e caotica, in alcuni suoi tratti, mi spaventava e per molto mi sentii incredula di fronte ai messaggi che mi venivano mandati. Veles, con il suo essere misterioso, caotico, conturbante e potente incarna,  e  soprattutto incarnava all’ epoca, ciò di cui avevo bisogno nella mia vita. Quando avevo studiato le altre Divinità  e avevo provato a creare per loro altari non c’era mai stato dialogo. Non avevo mai provato commozione o sentimento a praticare delle devozioni, nè avevo mai sentito la reale necessità di farlo, come se la Divinità stessa me lo richiedesse.

aglaia hirschlauf

30 Days of Devotions è un’ attività del forum Vivere wicca

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