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4° Days of Devotion

Mito o miti preferiti riguardanti questa divinità

Molte persone considerano Veles una divinità negativa e ingannatrice e in effetti alcuni lo definiscono un Loki slavo. Altri ancora, visto che è associato al regno dei morti e all’ oltretomba lo considerano un Dio nefasto portatore di morte. Altri ancora invece lo temono, essendo talvolta dipinto in alcuni racconti come un ladro e un serpente accumula tesori contrapposto con il celestiale Perun, suo fratello, con il quale spesso si scontra. Ma per me c è un mito che mi fa associare invece Veles a un protettore e custode dei bisogno terreni dell’uomo, una specie di Prometeo, sebbene questo sia un paragone azzardato, ma che faccio solo per far intendere quanto l opinione di molti sia errata. Ecco qui il mio mito preferito:

I filologi russi Vjačeslav Vsevolodovič Ivanov e Vladimir Toporov ricostruirono la mitica battaglia tra Perun e Veles attraverso studi comparativi di varie mitologie indoeuropee ed un gran numero di storie e canzoni popolari slave. La battaglia tra un dio del tuono ed un enorme serpente (o drago) è una caratteristica unificante di tutte le mitologie indoeuropee: nella versione slava del mito, Perun è il dio del tuono, mentre Veles si comporta come un drago che si oppone a lui. All’origine dello scontro tra le due divinità c’è il furto del figlio (o della moglie, o del bestiame) di Perun per mano di Veles. tale gesto è tra l’altro anche un atto di sfida: Veles, in forma di grande serpente, striscia fuori dalle caverne del mondo sotterraneo e sale avvolgendosi attorno all’albero del mondo verso i domini celesti di Perun, provocando la reazione di quest’ultimo che lo attacca con le sue saette. Veles scappa, si nasconde (o si trasforma in un albero, animale o persona) ma alla fine viene ucciso e, in questa morte rituale, qualsiasi cosa abbia rubato viene rilasciata dal suo corpo distrutto in forma di pioggia che cade dal cielo. Il mito della tempesta, come viene generalmente chiamato dagli studiosi al giorno d’oggi, serviva agli antichi slavi per spiegare il cambiamento delle stagioni: i periodi secchi venivano interpretati come il caos risultante dal furto di Veles, tempeste e fulmini erano visti come battaglie divine e la conseguente pioggia era il trionfo di Perun su Veles nonché il ristabilimento dell’ordine delle cose. Essendo un mito ciclico (si ripeteva ogni anno) la morte di Veles non era mai permanente, ed esso si riformava sotto forma di serpente che mutava la pelle e rinasceva in un nuovo corpo.
Sebbene in questo mito giochi il ruolo negativo di portatore di caos, Veles non era visto come un dio malvagio dagli antichi slavi. In aggiunta, va anche detto che la dicotomia ed il conflitto tra Perun e Veles non rappresentano lo scontro dualistico tra bene e male ma piuttosto l’opposizione tra i principi naturali di terra, acqua e sostanza (Veles) contro il cielo, il fuoco e lo spirito (Perun). Ovvero tra le necessità terrene dell’ uomo, come il bestiame e la ricchezza materiale di cui Veles è il protettore, e le forze della natura, anche potenzialmente distruttive. Questo concetto è rimarcato in alcune novelle russe, dove Veles è stato trasformato in San Nicola e Perun in Sant’ Elia. San Nicola salva il povero contadino ed il suo bestiame dal furioso e distruttivo Sant’Elia il tonante, che ovviamente rappresenta l’antico Perun.

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30 Days of Devotion è un’attivita proposta dal forum “Vivere Wicca”: http://wicca.forumfree.it/m/

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