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Le fonti della mitologia slava sono sempre difficili perché, oltre a mutare nelle varie epoche, tendono anche a contraddirsi a seconda degli Autori. Nonostante questo, e la difficoltà di trovare testi originali in italiano, è abbastanza fattibile riuscire a dipingere un quadro abbastanza articolato sui parenti e l”albero genealogico di Veles

-Svarog: secondo alcuni autori è il padre di Veles. Si suppone anche che fosse la personalizzazione del fuoco e l’artefice del disco solare. La sua figura è sempre associata al fuoco. Se della fornace, Svarog è visto come un fabbro sacro protettore della metallurgia, se della casa, come protettore del focolare domestico, se nel cielo, come il fabbro che realizzò il disco solare. Sempre secondo la Cronaca Ipatiana, Svarog è il padre degli altri dei, creatore del sole e protettore delle tradizioni.Svarog lottò contro Zmaj, un sanguinoso serpente gigantesco o un drago a più teste, simbolo del disordine. Dopo averlo soggiogato, Svarog lo usò come aratro per separare il mondo dei vivi (Jav) da quello dei morti (Nav), stabilendo così la legge (Prav, o Prawia). Secondo alcuni autori è padre di tutti gli Dei.

-Devana: è la moglie di Veles. Il nome Devana contiene la parola deva che significa vergine o ragazza giovane.
La dea della foresta indica certamente una donna in cui si trova ancora qualcosa di selvaggio e sfrenato, in quanto non è stata ancora posseduta da un uomo. Che altro possiamo aggiungere su Devana? Il suo animale sacro era la cavalla, e lei era considerata una dea-cavalla. Come era il matrimonio tra Devana e Veles? Inizialmente la dea su oppose a questo matrimonio. Tuttavia, Veles trovò un modo per placarla. Trasformandosi in un fiore di basilico era riuscito a calmare la selvaggia Devana. Come moglie di Veles, Devana nelle fiabe russe appare come Vassilissa, una bella ragazza intelligente che aiuta il marito a superare molte sfide. Oltre ad essere una dea della foresta, Devana è legata ai fiumi e ai laghi. Il suo albero è il nocciolo ed il salice.

-Chuma: è la Dea slava della morte, figlia di Veles. E’ raffigurata come una donna pallida
con lunghi capelli bianchi ed un abito dello stesso colore. Porta in mano un paio di forbici d’ argento con le quali taglia il filo della vita e aiuta i morti nel loro iniziale cammino verso gli inferi. Anche se Chuma è una Dea di morte è generalmente vista come una presenza benigna e viene chiamata da coloro che stanno morendo per aiutarli ad avere un trapasso sereno.purttoppo su questa dea non ho trovato molto e ho addirittura perso i riferimenti bibliografici!

-Perun: è considerato uno dei fratelli di Veles. In diversi linguaggi slavi “fulmine” o “lampo” sono espressi o riconducibili al termine perun (dall’ucraino perun al polacco piorun e al lituano perkūnas). Perun è la principale divinità dei pantheon slavo, esempio di Signore del Tuono.Come Thor aveva come albero sacro la quercia. Ai piedi di alcune di queste, le più vecchie e più grandi, situate solitamente in cima ad una collina, si trovavano aree sacre alle preghiere ed ai sacrifici: tori, buoi, arieti, uova ed anche uomini. Come dio del fulmine e del tuono, a lui vengono attribuite le folgoriti e le belemniti ed anche gli utensili di pietra di epoca preistorica che in tutte le regioni di cultura slava vengono appunto chiamate pietre di Perun o pietre del fulmine. Le pietre di Perun proteggevano dalla cattiva fortuna, dai malefici, dalle disgrazie e dai fulmini stessi.
Altri suoi possibili simboli sono la montagna, il firmamento, il cavallo e il carro.

-Dazbog: figlio di Svarog e fratello di Veles. era il dio del fuoco, del sole e della pioggia.
Dažbog era considerato una divinità che dà, come espresso dal suo nome. La prima parte del nome è “dare” che è una forma del verbo dare, e la seconda parte è “dio”. È possibile che questo dare si riferisca alla luce del sole o alla pioggia.

-Svetovid: fratello di Veles. Qiesta divinità soprattutto era legata all’isola Rujan, dove, ad Arkona, esisteva la statua del Dio e il magnifico tempio dedicato a Svetovid. Era costruito in legno e dipinto con gli scenari delle battaglie. I cronisti descrivono la statua di Svetovid come una divinità spaventosa, alta otto metri e con quattro teste. Due teste di Svetovid erano davanti e altre due dietro e ogni testa guardava nella sua direzione, sembrava che Svetovid guardasse in tutti i quattro lati del mondo.ruceveva sacrifici animali e probabilmente umani, in genere di cristiani e preti.

-Radigost: figlio di Svarog, fratello di Veles. è il protettore delle città, dei commercianti, dei viaggiatori, degli stranieri e dell’ospitalità.Le leggende vogliono che Radigost punisse gli uomini che non si prendevano cura dei loro ospiti o che rifiutavano di dare ristoro ai viaggiatori di passaggio. Coloro che, invece, dimostravano ospitalità e benevolenza nei confronti degli stranieri, ricevevano la benedizione del dio e potevano essere certi di ricevere un trattamento cordiale e premuroso quando erano loro a mettersi in viaggio.

-Tryglav: (dal lituano “dalle tre teste”) a volte chiamato anche troglav era un dio o un complesso di dei. Tryglav è l’unione di tre dei. I membri esatti della triade variano in base al luogo e all’epoca, in alcuni casi sono Perun, Veles e Svarog. In una leggenda, Triglav è completamente velato, così sacro da non poter vedere le cattive azioni degli uomini. Raramente appare tra i mortali.Triglav viene descritto come un uomo a tre teste, a volte con bende (d’oro) sopra gli occhi che lo rendono cieco, o come un uomo con tre teste di caprone. Le teste di Triglav rappresentano il cielo, la terra e l’Oltretomba. Alcuni sacerdoti affermavano che Triglav aveva tre teste perché regnava su tutti e tre i regni (cielo, terra e inferno) ed aveva una benda sopra gli occhi per non vedere i peccati della gente. Si diceva che i suoi occhi possedessero un grande potere (per questo motivo in tutte le statue che lo raffiguravano gli occhi erano coperti).

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