Cerca

Aglaia Hirschlauf

Il Cerchio della Strega

Il matto – 0

Libertà, grande apporto di energia

7b1b5288e91dbee884b1d244692ae7b9

Parole chiave: libertà, energia, viaggio, ricerca, origine, progredire, essenza, forza liberatrice, l’irrazionale, il caos, la fuga, la pazzia

Il Matto ha un nome ma non ha un numero. E’ l’unico Arcano Maggire a non essere identificato numericamente. rappresenta l’ energia originaria senza limiti, la libertà totale, la follia, il disordine ma anche l’ impulso creatore fondamentale. Rappresenta l’ eerno viaggiatore che cammina per il mondo senza legami e senza nazionalità. Nel Matto si vede una creatura libera da qualsiasi complesso, da qualunque giudizio, un essere che ha rinunciato a qualsiasi domanda.

Se il matto potesse parlare…

Lo sai che in qualunque momento si può verificare un cambiamento di coscienza, lo sai che all’improvviso piò cambiare la percezione rispetto a te stesso? A volte si crede che agiri significhe avere succsso rispetto a qualcun altro.

Errore!

Se vuoi agire nel mondo devi far esplodere la percezione dell’ Io che ti è stata imposta. Devi ampliare i tuoi limiti. Smetti di essere il testimone di te stesso, smettila di osservarti, sii attore” non tememre di liberare l’istinto, per quanto primitivo possa essere. Superare l razionalità non significa rinnega la forza mentale: mantieniti aperto alla poesia dell’intuizione, ai fulgori del momento, a voci che non ti appartengono, a una parola che viene da un’altra dimensione.

Alcune interpretazioni: grande viaggio, lungo cammino, follia, vagabonaggi, inabilità, fantasia sfrenata, gioia di vivere, liberazione, pellegrinaggio, senza fissa dimora, mendicane sacro, buffone, nomade, emirante, cammino erso l’evoluzione, visionario, energia divina, apporto di energia (se il Matto si dirige verso una carta), liberazione o fuga o sottrazione di energia (se il Matto si allontana da una carta)

DRITTO

Estremamente favorevole ai nuovi progetti, tanto che, se esce per primo nel gioco, alcuni cartomanti lo considerano brillantemente concluso, annuncia una serie di novità entusiasmanti, decisamente positive, a patto di sapere accettare il cambiamento senza attaccarsi con forza agli schemi precostituiti. Nuove esperienze, mutamenti imprevisti, spostamenti non preventivati, eventi e impulsi inattesi renderanno felice chi è a caccia di emozioni. Il Matto indica la liberazione da situazioni compressive e castranti, l’ampliamento dei propri spazi mentali, l’indipendenza, l’innocenza, l’intuito. Il rispetto di sé e degli altri, l’amore verso la vita e la gioia di viverla. L’originalità e la creatività, il fuoco interiore le intuizioni illuminanti. Annulla i cattivi presagi delle carte vicine.
-Sul piano affettivo:una nuova avventura, libertà e allegria nei rapporti. Il consultante, pur amando teneramente la famiglia, non può fare a meno di uno spazio autonomo.
-Piano professionale: un progetto per un lavoro migliore, viaggi e contratti decisi impulsivamente.
Persone: una persona sensitiva, anticonformista, profondamente idealista. Uno psicoanalista, un medico, un chirurgo, un dentista, un militare, un giudice, un fabbro, un armaiolo, un meccanico, un impresario, un individuo che esercita professioni pericolose, all’insegna della sfida e del rischio. Un conoscente occasionale.

ROVESCIO

Capovolto o accompagnato da carte particolarmente forti, il Matto esaspera l’aspetto avventuroso e irrazionale del suo carattere nel senso della violenza, dell’arroganza e dell’aggressività gratuita, fino all’assurdo limite della distruzione e della catastrofe. Sempre capovolto ma unito ad arcani deboli, si svuota, invee, di tutta la sua carica vitale, rivelando una situazione di blocco, passività, inerzia, insicurezza, influenzabilità, incomunicabilità, depressione, fuga dalla realtà. Sia come sia, il consultante ancora molto immaturo, sta girando a vuoto in cerca dell’obiettivo oppure ha imboccato la strada sbagliata, che lo condurrà dritto verso una crisi esistenziale, fino al completo sconvolgimento del suo destino. Occhio alle fissazioni, alle manie, alle ossessioni, agli atteggiamenti eccentrici, all’ esibizionismo, ai colpi di testa, all’imprudenza causa di irreparabili errori. I suoi problemi non potranno essere risolti senza un aiuto esterno, soprattutto se si ostina a proseguire nella direzione errata, andando sempre più ad affondare in una situazione senza via d’uscita. Attenzione in particolare alle calunnie, alle menzogne, alle false testimonianze, agli inganni, così come a invidie, vendette, odi, furti e cattivi incontri. E’ sinonimo di grossi condizionamenti dall’esterno, di persone che non sono autonome nella gestione della propria vita essendo caratteristica di passività esasperata. Inconcludenza, vagabondaggio mentale. Significa stupidità, carenze intellettuali, mancanza di consapevolezza, eccesso di protagonismo, istrionismo, mitomania, personalità complessa e contorta che esaspera l’antagonismo con l’esterno. Autoemarginazione narcisistica….pazzia pericolosa.
-Sul piano affettivo: un amore non corrisposto, gelosia, tradimenti, drammi, mancanza di comunicazione, tensioni famigliari, separazione, rottura violenta di un rapporto. Infatuazione priva di seguito, superficialità, sessualità disordianta, paura di impegnarsi sentimentalmente, fuga volontaria verso la solitudine affettiva.
-Piano professionale: rottura improvvisa di un contratto, fallimento di impresa, inconcludenza, viaggio pericoloso.
-Persone: una persona eccessivamente mutevole. Un individuo infido e nocivo capace di manipolare forze occulte. Un delinquente, un fuori legge. Nemici.

aglaia-hirschlauf

Parenti e albero genealogico – 5 Days of Devotion

14vmuja

Le fonti della mitologia slava sono sempre difficili perché, oltre a mutare nelle varie epoche, tendono anche a contraddirsi a seconda degli Autori. Nonostante questo, e la difficoltà di trovare testi originali in italiano, è abbastanza fattibile riuscire a dipingere un quadro abbastanza articolato sui parenti e l”albero genealogico di Veles

-Svarog: secondo alcuni autori è il padre di Veles. Si suppone anche che fosse la personalizzazione del fuoco e l’artefice del disco solare. La sua figura è sempre associata al fuoco. Se della fornace, Svarog è visto come un fabbro sacro protettore della metallurgia, se della casa, come protettore del focolare domestico, se nel cielo, come il fabbro che realizzò il disco solare. Sempre secondo la Cronaca Ipatiana, Svarog è il padre degli altri dei, creatore del sole e protettore delle tradizioni.Svarog lottò contro Zmaj, un sanguinoso serpente gigantesco o un drago a più teste, simbolo del disordine. Dopo averlo soggiogato, Svarog lo usò come aratro per separare il mondo dei vivi (Jav) da quello dei morti (Nav), stabilendo così la legge (Prav, o Prawia). Secondo alcuni autori è padre di tutti gli Dei.

-Devana: è la moglie di Veles. Il nome Devana contiene la parola deva che significa vergine o ragazza giovane.
La dea della foresta indica certamente una donna in cui si trova ancora qualcosa di selvaggio e sfrenato, in quanto non è stata ancora posseduta da un uomo. Che altro possiamo aggiungere su Devana? Il suo animale sacro era la cavalla, e lei era considerata una dea-cavalla. Come era il matrimonio tra Devana e Veles? Inizialmente la dea su oppose a questo matrimonio. Tuttavia, Veles trovò un modo per placarla. Trasformandosi in un fiore di basilico era riuscito a calmare la selvaggia Devana. Come moglie di Veles, Devana nelle fiabe russe appare come Vassilissa, una bella ragazza intelligente che aiuta il marito a superare molte sfide. Oltre ad essere una dea della foresta, Devana è legata ai fiumi e ai laghi. Il suo albero è il nocciolo ed il salice.

-Chuma: è la Dea slava della morte, figlia di Veles. E’ raffigurata come una donna pallida
con lunghi capelli bianchi ed un abito dello stesso colore. Porta in mano un paio di forbici d’ argento con le quali taglia il filo della vita e aiuta i morti nel loro iniziale cammino verso gli inferi. Anche se Chuma è una Dea di morte è generalmente vista come una presenza benigna e viene chiamata da coloro che stanno morendo per aiutarli ad avere un trapasso sereno.purttoppo su questa dea non ho trovato molto e ho addirittura perso i riferimenti bibliografici!

-Perun: è considerato uno dei fratelli di Veles. In diversi linguaggi slavi “fulmine” o “lampo” sono espressi o riconducibili al termine perun (dall’ucraino perun al polacco piorun e al lituano perkūnas). Perun è la principale divinità dei pantheon slavo, esempio di Signore del Tuono.Come Thor aveva come albero sacro la quercia. Ai piedi di alcune di queste, le più vecchie e più grandi, situate solitamente in cima ad una collina, si trovavano aree sacre alle preghiere ed ai sacrifici: tori, buoi, arieti, uova ed anche uomini. Come dio del fulmine e del tuono, a lui vengono attribuite le folgoriti e le belemniti ed anche gli utensili di pietra di epoca preistorica che in tutte le regioni di cultura slava vengono appunto chiamate pietre di Perun o pietre del fulmine. Le pietre di Perun proteggevano dalla cattiva fortuna, dai malefici, dalle disgrazie e dai fulmini stessi.
Altri suoi possibili simboli sono la montagna, il firmamento, il cavallo e il carro.

-Dazbog: figlio di Svarog e fratello di Veles. era il dio del fuoco, del sole e della pioggia.
Dažbog era considerato una divinità che dà, come espresso dal suo nome. La prima parte del nome è “dare” che è una forma del verbo dare, e la seconda parte è “dio”. È possibile che questo dare si riferisca alla luce del sole o alla pioggia.

-Svetovid: fratello di Veles. Qiesta divinità soprattutto era legata all’isola Rujan, dove, ad Arkona, esisteva la statua del Dio e il magnifico tempio dedicato a Svetovid. Era costruito in legno e dipinto con gli scenari delle battaglie. I cronisti descrivono la statua di Svetovid come una divinità spaventosa, alta otto metri e con quattro teste. Due teste di Svetovid erano davanti e altre due dietro e ogni testa guardava nella sua direzione, sembrava che Svetovid guardasse in tutti i quattro lati del mondo.ruceveva sacrifici animali e probabilmente umani, in genere di cristiani e preti.

-Radigost: figlio di Svarog, fratello di Veles. è il protettore delle città, dei commercianti, dei viaggiatori, degli stranieri e dell’ospitalità.Le leggende vogliono che Radigost punisse gli uomini che non si prendevano cura dei loro ospiti o che rifiutavano di dare ristoro ai viaggiatori di passaggio. Coloro che, invece, dimostravano ospitalità e benevolenza nei confronti degli stranieri, ricevevano la benedizione del dio e potevano essere certi di ricevere un trattamento cordiale e premuroso quando erano loro a mettersi in viaggio.

-Tryglav: (dal lituano “dalle tre teste”) a volte chiamato anche troglav era un dio o un complesso di dei. Tryglav è l’unione di tre dei. I membri esatti della triade variano in base al luogo e all’epoca, in alcuni casi sono Perun, Veles e Svarog. In una leggenda, Triglav è completamente velato, così sacro da non poter vedere le cattive azioni degli uomini. Raramente appare tra i mortali.Triglav viene descritto come un uomo a tre teste, a volte con bende (d’oro) sopra gli occhi che lo rendono cieco, o come un uomo con tre teste di caprone. Le teste di Triglav rappresentano il cielo, la terra e l’Oltretomba. Alcuni sacerdoti affermavano che Triglav aveva tre teste perché regnava su tutti e tre i regni (cielo, terra e inferno) ed aveva una benda sopra gli occhi per non vedere i peccati della gente. Si diceva che i suoi occhi possedessero un grande potere (per questo motivo in tutte le statue che lo raffiguravano gli occhi erano coperti).

aglaia-hirschlauf

Cicli&Stagioni

18342421_1408529395869786_131528870835375717_n

 “Cicli&Stagioni non si prefigge di essere
un semplice diario di esoterismo&natura.
Cicli&Stagioni è uno stile di vita.
È il mezzo che ti permette di entrare in
contatto con l’universo.
È un porta aperta verso un giardino segreto.
Cicli&Stagioni tocca l’anima come si
sfiorano le corde di un violino…”

Questo è solo l’incipit di un piccolo ma meraviglioso manuale che ogni donna e strega dovrebbe avere accanto e che oggi vi voglio raccontare e consigliare. Un manuale che attraverso le stagioni e i cicli della vita propone una serie di consigli per vivere seguendo il naturale ciclo delle stagioni, ricette bio, spunti di riflessione sulle energie che ci circondano, rimedi artigianali, curiosità sulle tradizioni del nostro paese  e anche tante idee per sviluppare la vostra creatività!! Cicli&Stagioni sarà una raccolta di piccoli libricini che usciranno in occasione di ogni stagione. Ognuno di essi, come dicono le autrici stesse, porterà con se la Consapevolezza essenziale per vivere al passo dei nostri ritmi naturali, che forse abbiamo lasciato un po’ indietro.

L’idea di poter avere un magazine a tema pagano o esoterico mi ha sempre eccitata perché mi permette di leggere le esperienze dirette di altre persone, scovare informazioni e idee nuove e soprattutto, per chi pratica come solitario, sentirsi un po’ meno solo nel panorama italiano che solo negli ultimi anni si sta un po’ movimentando. Se anche voi avete voglia di aprire una rivista che parla di NOI…Cicli&Stagioni fa al caso vostro. Ogni articolo e ogni argomento è unico nel suo genere e sarà come passeggiare tra le pagine di un mondo magico che si adatta perfettamente a voi. Potete sfogliare le pagine e sentire letteralmente il profumo di ogni stagione grazie alla combinazione della grafica e dei temi trattati. Inoltre, per chi lo desidera, esisterà anche una rubrica con la quale potrete scrivere direttamente alle autrici per chiedere consigli di ogni genere: dai sogni ai rimedi naturali, dal lavoro con le energie alle strategie più efficaci per mantenerci in salute!! E se siete dei creativi e volete avere un piccolo spazio per voi, per far vedere le vostre opere e promuovere il vostro lavoro, non dovete far altro che scrivere a cicliestagioni@gmail.com. Nel numero 0 di maggio potete intanto farvi una passeggiata nel Bazar degli Incanti di Vamayca.

Screenshot_20170520-175737.jpg

Ho avuto il piacere di poter leggere il volume 0, di lancio, e oltre ad aver letteralmente divorato tutte le 65 pagine, sono stata molto colpita dalla grafica. Tutte le pagine sono ricche di colori, scritte e immagini che si incastrano alla perfezione, dando l’impressione al lettore di sprofondare in un fantastico mondo magico,lontano dall’incessante frenesia che  a molti di noi ci impone la quotidianità.

E a proposito…chi sono le autrici? Probabilmente alcune di loro le avrete incontrate su qualche forum o blog ma adesso ve le presento brevemente:

Screenshot_20170520-173050

~ Cardone Valentina, in arte Vamayca. Creatrice prima della pagina facebook poi del sito ed ideatrice del progetto ” Cicli&Stagioni – nel viaggio della vita”. Lavora con le energie grazie alle esperienze e agli studi da autodidatta riguardanti la sfera olistica ed energetica.

Screenshot_20170520-173033

Isis Deouiche, è conosciuta sul web
come Mandragora. Ha scelto questo pseudonimo perchè il suo elemento è la terra. Fondatrice del forum Stregherie, ha voluto contribuire in qualche modo nel mondo pagano, creando un luogo libero in cui potersi confrontare, a prescindere dalla proprie tradizioni.

Screenshot_20170520-173008

~Valentina, in arte Morgana, è la fondatrice del metodo “Naturopatia Esoterica”, una fantastica unione delle antiche conoscenze magiche con le moderne ricerche scientifiche. Lo scopo è aiutare le persone a ritrovare il proprio benessere, a livello fisico e spirituale, riprendendo coscienza e consapevolezza del proprio essere e della propria strada. Potete scrivere alla sua rubrica “Natural-mente” per qualsiasi dubbio riguardi la vostra salute e benessere, o il mondo naturale ed energetico in generale.

Credo di aver detto anche troppo sottraendo tempo a quella che potrebbe essere un’emozionante lettura!

Cicli&Stagioni N.0

Screenshot_20170520-211826

Vi saluto con una bellissima frase di Mandragora:

“Non c’è magia nella sopravvivenza, la magia
esiste nella vita.”

aglaia-hirschlauf

La Strega ritorna…

È dalla notte del 24 febbraio che non scrivo niente. Sono passati tre mesi e mezzo e molti avranno pensato che ho abbandonato il blog. In realtà sono successe tantissime cose e ne ho affrontate altrettante.

Dopo la vittoria di un concorso pubblico che andrà a breve a stabilizzare se non altro la mia vita lavorativa e professionale, ho iniziato a lavorare in in posto che mi piace molto, naturalmente con alti e bassi, come sempre quando dobbiamo collaborare con altri, e nel giro di poco tempo sono stata completamente assorbita da congressi e corsi post-laurea. Sono tra l’altro alla ricerca di un master che mi permetterebbe di specializzarsi in un ambito medico che mi piace molto e che sento davvero mio…o che perlomeno vorrei farei mio.

In questo clima così frenetico obiettivamente non solo il blog è rimasto in sospeso ma anche la mia vita spirituale. Adesso sto raggiungendo una certa tranquillità  (non definitiva perché potrebbe esserci un trasferimento e un trasloco nell’aria) e ho deciso di riprendere a scrivere.

Voglio terminare assolutamente il lavoro sui tarocchi che ho iniziato e poi creare un post riassuntivo con tutti i link alle varie discussioni per rendere più facile la consultazione. Del resto sento la necessità di proseguire i miei studi di approfondimento sui tarocchi. E anche le attività dei 30 Days of Devotion riprenderanno!

Quindi….Aglaia is back!

aglaia-hirschlauf

24 febbraio – giorno della memoria pagano

e4602a45ece7b69b878563be27658e2e

Per un motivo o per l’altro il 24 febbraio non riesco mai a scrivere niente su questo argomento se non ad orari impensabili (ad esempio ora sono le 3!!). Di base credo che ricordare un genocidio, una strage passata, un crimine contro l’umanità PASSATO abbia poco senso. Questo perché le persone commemorano i morti, il dolore e la sofferenza. E basta. Il giorno dopo la vita va avanti e ci sentiamo quasi in pace per aver perso un po del nostro tempo a scagliarci sui social contro la violenza del passato. Per quanto mi riguarda certe date invece ci dovrebbero far ricordare si la violenza e l’ingiustizia passate…ma soprattutto ci dovrebbero rendere più empatici con persone attualmente VIVE che in certe aree del mondo (spesso drammaticamente vicine a noi) subiscono ancora oggi violenze e massacri. Per motivi etnici,religiosi,politici….non diversi da quelli che secoli fa hanno decretato la morte di centinaia di persone innocenti. Ma purtroppo non è così. Piangiamo per morti di secoli o decenni fa e permettiamo  (e alle volte appoggiamo) stragi evitabili e ben più attuali.

divisoreBlu

Tralasciando questa mia riflessione un po’ spinosa (e probabilmente sgradita ai più) vorrei parlavi della Santa Inquisizione. Cosa ha fatto e cosa non ha fatto lo sappiamo ormai tutti e se volete qualche esempio truculento andate a questo Link :

Leggete della Famiglia Popperheim: https://aglajarundeer.wordpress.com/2016/02/25/european-pagan-memory-day/

Oggi invece vi voglio parlare proprio di cosa era e di come era strutturata. L’Inquisizione era l’istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare e punire, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica (le cosiddette eresie). Storicamente, l’Inquisizione si può considerare stabilita già nel Concilio presieduto a Verona nel XII sec.(1184) da papa Lucio III e dall’imperatore Federico Barbarossa, con la costituzione Ad abolendam diversarum haeresum pravitatem. Nel 1252, con la bolla Ad extirpanda, Innocenzo IV autorizzò l’uso della tortura e Giovanni XXII estese i poteri dell’Inquisizione nella lotta contro la stregoneria. L’ Inquisizione in un certo senso NON È MAI SCOMPARSA…ha solo CAMBIATO NOME (e attività). Mentre nel XIX secolo gli Stati europei soppressero i tribunali dell’Inquisizione, questa fu mantenuta dallo Stato pontificio e assunse nel 1908, regnante Pio X, il nome di «Sacra Congregazione del santo Offizio», finché con il Concilio Vaticano II, durante il pontificato di Paolo VI, in un clima profondamente mutato dopo il papato di Giovanni XXIII, assunse nel 1965 l’attuale nome di «Congregazione per la dottrina della fede».A Roma, dal Cinquecento, l’Inquisizione aveva per prefetto lo stesso papa che nominava gli inquisitori generali, un gruppo di cardinali appartenenti alla Congregazione della sacra Inquisizione, e gli inquisitori particolari, consultori della Congregazione; nelle diverse diocesi dello Stato pontificio erano presenti altri inquisitori. Nella Spagna e nel Portogallo venivano nominati dal re gli inquisitori generali, confermati dal papa.L’autorità dell’Inquisizione, in materia di fede, si estendeva «sopra qualunque persona di qualunque grado, condizione e dignità, ossia vescovi, magistrati, comunità, né vi ha privilegio personale o locale ch’esenti dalla di lui giurisdizione»

L’Inquisizione spagnola aveva una struttura diversa sebbene fosse comunque gerarchica. Erano 3 le gerarchie fondamentali

1) Il Consiglio dell’Inquisizione Generale e Suprema (Consejo de la General y Suprema Inquisición) dava le istruzioni ai Tribunali, esaminava i rapporti dei processi, ordinava le ispezioni, rivedeva le cause e agiva come tribunale per i membri dell’Inquisizione accusati di reati. Il presidente era Inquisitore Generale. Gli altri membri erano gli inquisitori provinciali (nominati dal re), prelati e avvocati.

2)I Tribunali (Tribunales) giudicavano gli accusati. Erano formati da tre inquisitori, per la maggior parte membri del clero secolare con esperienza giuridica, e altri funzionari come procuratori, segretari, notai e un difensore dell’accusato, che normalmente si limitava a informare l’accusato di come si svolgeva il procedimento.

3)I Familiari (Familiares) erano senza salario fisso. Incoraggiavano le delazioni, raccoglievano le testimonianze e catturavano gli accusati. Nonostante fossero personaggi odiati dalla popolazione, il loro numero crebbe notevolmente perché venivano esentati dai contributi fiscali e potevano girare armati. Inoltre la familiarità con l’Inquisizione era considerata prestigiosa e prova di “purezza di sangue”.

INQUISIZIONE E TORTURA

L’ Inquisizione non solo ha fatto molti morti,  ma si è macchiata di terribili sofferenze ottenute mediate un ampio uso della tortura. Riporto dal “Manuale dell’Inquisitore” di Nicolau Eymerich le sette regole che regolamentavano l’uso della tortura:

1)Si tortura l’accusato che vacilla nelle risposte, affermando ora una cosa, ora il contrario, ma sempre negando i capi d’accusa più importanti

2)Sarà torturato il diffamato che abbia contro anche un solo testimone.

3)Il diffamato contro il quale si è riusciti ad accumulare uno o più indizi gravi deve essere torturato

4)Sarà torturato colui contro il quale deporrà uno solo in materia di eresia e contro il quale si hanno inoltre indizi veementi o violenti

5) colui contro il quale peseranno più indizi veementi o violenti verrà torturato, anche se non si dispone di alcuni testimone a carico

6) A maggior ragione si torturerà colui il quale, simile al precedente, avrà in  più contro di se la deposizione di un testimone

7) Colui contro il quale si ha solo diffamazione o un solo testimone o un solo indizio non verrà torturato.

Esattamente come l’anno scorso mi auguro che i memory day non si risolvino solo come una lezione di storia ma come un’occasione per riflettere su come dobbiamo trattare il prossimo (anche se diverso) affinché situazioni del genere non si debbano più ripresentare.

aglaia-hirschlauf

Immagine iniziale: Skayler Nattfödd Ulver

4 Days of Devotion: Mito preferito

14vmuja

4° Days of Devotion

Mito o miti preferiti riguardanti questa divinità

Molte persone considerano Veles una divinità negativa e ingannatrice e in effetti alcuni lo definiscono un Loki slavo. Altri ancora, visto che è associato al regno dei morti e all’ oltretomba lo considerano un Dio nefasto portatore di morte. Altri ancora invece lo temono, essendo talvolta dipinto in alcuni racconti come un ladro e un serpente accumula tesori contrapposto con il celestiale Perun, suo fratello, con il quale spesso si scontra. Ma per me c è un mito che mi fa associare invece Veles a un protettore e custode dei bisogno terreni dell’uomo, una specie di Prometeo, sebbene questo sia un paragone azzardato, ma che faccio solo per far intendere quanto l opinione di molti sia errata. Ecco qui il mio mito preferito:

I filologi russi Vjačeslav Vsevolodovič Ivanov e Vladimir Toporov ricostruirono la mitica battaglia tra Perun e Veles attraverso studi comparativi di varie mitologie indoeuropee ed un gran numero di storie e canzoni popolari slave. La battaglia tra un dio del tuono ed un enorme serpente (o drago) è una caratteristica unificante di tutte le mitologie indoeuropee: nella versione slava del mito, Perun è il dio del tuono, mentre Veles si comporta come un drago che si oppone a lui. All’origine dello scontro tra le due divinità c’è il furto del figlio (o della moglie, o del bestiame) di Perun per mano di Veles. tale gesto è tra l’altro anche un atto di sfida: Veles, in forma di grande serpente, striscia fuori dalle caverne del mondo sotterraneo e sale avvolgendosi attorno all’albero del mondo verso i domini celesti di Perun, provocando la reazione di quest’ultimo che lo attacca con le sue saette. Veles scappa, si nasconde (o si trasforma in un albero, animale o persona) ma alla fine viene ucciso e, in questa morte rituale, qualsiasi cosa abbia rubato viene rilasciata dal suo corpo distrutto in forma di pioggia che cade dal cielo. Il mito della tempesta, come viene generalmente chiamato dagli studiosi al giorno d’oggi, serviva agli antichi slavi per spiegare il cambiamento delle stagioni: i periodi secchi venivano interpretati come il caos risultante dal furto di Veles, tempeste e fulmini erano visti come battaglie divine e la conseguente pioggia era il trionfo di Perun su Veles nonché il ristabilimento dell’ordine delle cose. Essendo un mito ciclico (si ripeteva ogni anno) la morte di Veles non era mai permanente, ed esso si riformava sotto forma di serpente che mutava la pelle e rinasceva in un nuovo corpo.
Sebbene in questo mito giochi il ruolo negativo di portatore di caos, Veles non era visto come un dio malvagio dagli antichi slavi. In aggiunta, va anche detto che la dicotomia ed il conflitto tra Perun e Veles non rappresentano lo scontro dualistico tra bene e male ma piuttosto l’opposizione tra i principi naturali di terra, acqua e sostanza (Veles) contro il cielo, il fuoco e lo spirito (Perun). Ovvero tra le necessità terrene dell’ uomo, come il bestiame e la ricchezza materiale di cui Veles è il protettore, e le forze della natura, anche potenzialmente distruttive. Questo concetto è rimarcato in alcune novelle russe, dove Veles è stato trasformato in San Nicola e Perun in Sant’ Elia. San Nicola salva il povero contadino ed il suo bestiame dal furioso e distruttivo Sant’Elia il tonante, che ovviamente rappresenta l’antico Perun.

aglaia-hirschlauf

30 Days of Devotion è un’attivita proposta dal forum “Vivere Wicca”: http://wicca.forumfree.it/m/

La magia del cucito – simboli di potere

Cucire per me è sempre stato un piacere. Escluso nei casi in cui ho dovuto riparare o aggiustare un vestito!Ma fin da piccola volevo che mia madre e mia nonna mi disegnassero su dei vecchi fazzolettini di stoffa deLle forme che io poi, con ago e filo, andavo a riempire. So che da qualche parte mia madre ha ancora un vecchio pezzo di stoffa con un mio fiorellino giallo ricamato. In pochi però sanno che nell atto del cucire e del ricamare può esserci del potere magico non troppo diverso da quello che ci può essere nel creare delle rune su dei tocchi di legno  o nell’inciderle in delle pietre. Cucire è un’ arte antica, cosi come  l arte del ricamo. Possiamo scorgere in queste due attività m le Parche che mentre tessono il loro elaborato arazzo decidono la lunghezza della vita delle persone, una vita che come un filo può essere elaborata e complessa o tagliata di netto. La tessitura è tra le più antiche e quasi mitologiche forme di artigianato. È un momento di concentrazione certamente, ma in quella concentrazione propria dell’ artista possiamo incanalare energia in ogni nodo,  in ogni intreccio, in ogni millimetro del filoMa non solo, tessere e cucire è un modo per legare incantesimi e preghiere cosi come avviene per la  magia dei nodi. I nodi sono un modo semplice per contenere e allentare l’energia. La magia dei nodi con ogni probabilità trae origine proprio dall’arte di tessere e cucire e perfino dalla pesca. Dove il filo “si annoda” in una direzione o in un altra, in ogni fibra tessuta e in ogni punto cucito si imprime la magia, per esempio un maglione può proteggere, cosi come un pescatore potrebbe annodare il proprio filo da pesca per aggiudicarsi  il pesce migliore, come fosse una scala della strega (di cui parlerò in seguito).È possibile utilizzare questo tipo di arte per attrarre o bandire in particolare persone, spiriti, malattie o più generalmente energie negative. Incanalare energia in una posizione specifica, (persino gli stendardi potrebbero sfruttare lo stesso tipo di principio di magia), un lavoro può essere creato per incanalare l’energia e può essere disfatto (cosi come un nodo) per rilasciarla. Anticamente anche i nastri da matrimonio potevano essere ricamati con simboli, iniziali e promesse, in questo caso il ricamo ha a che fare con il ‘consolidare’ il rapporto, l’unione. (nel caso i suddetti nastri legavano le mani in un ‘ nodo ‘ ulteriore durante la cerimonia).Si può ricamare un intenzione, semplicemente anche un atto devozionale come il ricamare /tessere/ una tovaglia d’altare, un arazzo o un centro fatto all’ uncinetto .Fin dai tempi antichi l’ uomo e la donna hanno sperimentato dei sistemi leggermente diversi nel fare magia e nell’ usare soprattutto la magia. Ad esempio per gli uomini l’ uso dei simboli è stato spesso associato a talismani e monili ma anche a rappresentazioni grafiche realizzate su armi, scudi o armature. Per le donne invece l’ arte del ricamo è stato un modo per portare con sé un simbolo o incantesimo in grado di proteggere, portare gioia o fertilità.  Sono sono note a molti le fantasie degli abiti tradizionali slavi o baltici ad esempio. Non  vanno però considerate fantasie completamente casuali, infatti nei vari elementi decorativi è possibile rintracciare una serie di simboli base.  Sono molti i simboli slavi che un tempo venivano intagliati o cuciti per attrarre ciò di cui gli individui avevano bisogno. La storia del cucito si perde nei secoli, molto prima dell’ avvento del cristianesimo. In quell’epoca lontana, le donne slave ricamavano, in particolar modo con un filo rosso in campo bianco, per chiedere agli Dei aiuti,  protezione, amore, fertilità o armonia.

Anche voi potete cimentarvi in forme magiche che comprendono il ricamo di particolari simboli ad esempio in sacchettini o fazzoletti da portare con voi, magari associandovi dei colori particolari. Qui di seguito vi illustro il significato principale di alcuni colori e di alcuni simboli di modo che possiate realizzare incantesimi di protezione, per la tranquillità, la prosperità o la serenità familiare associando simboli e colori esattamente come molti secoli fa hanno fatto i nostri antenati. Potete ricamare una maglietta che magari indossare sotto un pullover con il simbolo appropriato oppure l interno di una tasca o un fazzoletto di stoffa. Ma potete anche realizzare un sacchettino del colore adeguato con il ricamo adeguato e riempito con ciò che può essere utile al vostro intento magico.

Colori, cucito e abiti tradizionali

Qui di seguito vi lascio delle nozioni interessati sul significato dei colori e degli abiti nella Russia e nei paesi slavi dei secoli scorsi.
Per il significato dei colori in magia da usare per i vostri ricami ecco il link:
Il codice del colore di un abito tradizionale ha due significati:
sociale: segna l appartenenza a un gruppo di età (bambini o uomini adulti) o a una categoria sociale (nubile, sposa o vedova).  Ma poteva anche significare l’ appartenenza a una particolare tribù o casta
rituale: grazie all alternanza di parti di vari colori ai possono creare delle vere e proprie magie cucite bella stoffa che volendo possiamo indossare o portare sempre con noi .
Queste due funzioni si sono poi mescolate,  di modo che possiamo affermare che se un colore ha un determinato significato sociale questo dipende dal suo significato rituale e vice versa. Il linguaggio simbolico dei colori si è formato molti anni (secoli, forse anche millenni) fa. Chiaramente la gamma di colori era limitata alla possibilità di usare solo elementi naturali e facilmente reperibili. I più antichi pigmenti erano rosso e nero. Pertanto, le principali “parole” dEl “dizionario dei colori” sono: bianco (colore naturale di lino e lana), rosso e nero
Bianco:  in questo caso, si tratta del colore naturale della lana e lino (sia sbiancato e non sbiancato). Lo sbiancamento artificiale della biancheria richiedeva un sacco di tempo, lavoro e denaro. Così,la  biancheria sbiancata veniva considerata come un panno costoso, ed era un segno di uno status sociale elevato. Ma, simbolicamente, le persone indossavano abiti bianchi nel corso di un periodo di trasformazione del loro ruolo sociale. I russi credevano che durante qualsiasi transizione di vita ( infanzia / adolescente, o celibe-nubile/sposata-o) il confine tra il mondo materiale e spirituale diventasse sottile e trasparente. Le persone che indossavano il bianco (bianco puro, senza alcuna decorazione) erano: bambini prima dell’età di 7-8 anni, anziani (dopo 60) spose, reclute militari. Inoltre, il colore bianco è un simbolo della maternità (e di una donna sposata), in contrasto con il rosso – il colore di una giovane ragazza.
Rosso: è stato il primo colore utilizzato per la colorazione della stoffa. Già nel Paleolitico veniva impiegato per scopi rituali.  Alcune erbe (Rubia tinctorum) e minerali (ematite) possono dare un colore rosso alla stoffa. È ovvio che il colore rosso indica simbolicamente sangue e fuoco. Come simbolo di sangue mostra il flusso di energia tra la natura e l’ essere umano. I vestiti folkloristici che un tempo venivano impiegati dalle persone tutti i giorni avevano dei ricami rossi in genere attorno ai polsi e al collo   Inoltre, secondo le credenze slave, gli dei del Fuoco e del Sole erano uomini. Così, il colore rosso simboleggia il potere maschile (produttivo, fertile, difensivo) – sia negli aspetti spirituali che fisici. I giovani appena sposati indossavano camicie rosse decorate con segni rituali di fertilità. Molte parole russe connesse con la fertilità e la riproduzione derivano dalla parola rosso-KRAS. Tradizionalmente si pensava che la bellezza fisica  Village ( “krasota”) fosse una preparazione per la fertilità. Pertanto, il colore rosso era anche un simbolo di una giovane donna, che è pronta a essere una madre. Ecco perché il costume di una sposa nei villaggi russi era rosso. Così, il rosso è il sangue (forza fisica), il fuoco (la difesa), un uomo maturo e una giovane donna pronta a essere madre
Nero e altri colori come grigio scuro, marrone scuro: sono i colori naturali della lana. Responsabile di tale colorazione è l’ Acidum tannicum. Questo colore veniva infossato da anziani over 70 anni, donne mai sposate e monaci. Il colore nero significava una distanza tra una persona e il mondo (e soprattutto la.mancanza  figli). Le persone sposate evitavano  di  vestirsi di nero.
-Giallo: il colore giallo poteva essere ottenuto,  nelle sue varie gradazioni, attraverso l’ uso di alcuni minerali
Blu e verde: secondo dei dati archeologici in Russia l uso di questi colori risale al 15 secolo. Tuttavia, fino a 1700, blu e verde non erano i colori di base nell’ abbigliamento. Solo dopo aver stabilito un commercio con l’Iran, questi colori divennero accessibili non solo per la nobiltà, ma anche per la gente dei villaggi. In alcune regioni, gli abiti blu iniziarono a essere un segno di
 ricchezza e di rispetto. Le donne sposate ricche dopo cinque o sei anni di matrimonio indossavano abiti blu. Delle camice blu in un uomo indicavano che era il capofamiglia  di una famiglia allargata. Allo stesso tempo,il blu era simbolicamente inteso come ” non più rosso, ma non ancora bero”. Pertanto, gli anziani (soprattutto quelli che avevano nipoti) lo indossavano frequentemente.

SIMBOLI SLAVI

Kolovrat
kolovrat_%d0%ba%d0%be%d0%bb%d0%be%d0%b2%d1%80%d0%b0%d1%82_swastika_%d1%81%d0%b2%d0%b0%d1%81%d1%82%d0%b8%d0%ba%d0%b0_-_rodnovery
Secondo il pittore e studioso Stanisław Jakubowski il “piccolo sole” è uno dei primi simboli slavi per indicare il sole. Rappresenta la vittoria del luce sull’ oscurità  E ‘stato inciso su monumenti costruiti in legno nei pressi dei luoghi di riposo  per rappresentare la vita eterna e la vittoria della vita sulla morte. Può essere impiegato per propiziare la salute e la guarigione.
Reçe Boga
receboga_ideogram-kosmosu
Sebbene di difficile interpretazione i ricercatori sono d’accordo con la convinzione che jl simbolo “Mano di Dio” è un simbolo del dio supremo per gli antichi slavi, cioè il dio creatore Rod. La croce centrale simboleggia l’imperiosità e la protettività. Lo spazio tra i bracci della croce è spesso riempito di  svastiche (Svarga, il paradiso e la dimora degli dei celesti degli antichi slavi). Si tratta di un simbolo della dualità del fuoco celeste. Secondo alcuni la fine della croce  può simboleggiare direttamente il Dion del tuono Perun e la pioggia e le nuvole tipiche dei fenomeni atmosferici violenti.  Un’altra interpretazione più ragionevole è che le creste sulle estremità dei bracci della croce simboleggiano i raggi del sole Swarog.
popielnica_rece_boga
Il simbolo ci è noto dal 1936 quando venne rinvenuto un reperto nella provincia di Lodz. Del Reçe Boga…purtroppo ne rimane una copia perché il.manufatto originale venne perso dai nazisti durante la ritirata.
Charovrat:
20170117_030348
È un simbolo protettivo sia per gli esseri umani che per gli oggetti. Era colorato di rosso o come se fosse infiammato in quanto il fuoco tradizionalmente è associato alla protezione contro i sortilegi o la magia nera
Rodovik:
rodovik-symbolizes-strength-of-god-rod-protect-the-thread-of-human-life-provides-communication-and-support-of-the-dead-ancestors
Rappresenta il Dio creatore Rod. Esattamente come Rod è il dio del clan e della famiglia questo simbolo aiuta l unità e la serenità  familiare e permette di stabilire una connessione con i propri antenati, in quanto ancora parte della famiglia.
Svadebnik:
slavic-svadebnik-materials-to-make-necklaces-talisman-charm-pendant
È il talismano più potente, che simboleggia la fusione dei due generi in un unico nuovo modo di vivere. O del genere maschile e femminile in una nuova vita. Questo simbolo ha lo scopo di proteggere il benessere e la felicità della famiglia. Questo simbolo slavo non è solo un tradizionale regalo di nozze, ma poi è un forte amuleto per famiglia, contribuendo alla presenza dello spirito nella famiglia, e che punta a una forte alleanza tra l uomo e la donna.
7eedbe89bc4365c2aa83c92b6c588a09
Abito da sposa russo con lo Svadebnik
svadebnik
Schema per ricamare lo Svadebnik a punto croce

 

 

Svaor:
20170117_032844
Rappresenta l incessante movimento dello Svarga e l eterno ciclo della vita dell’ universo. Apposto sugli utensili di casa dona prosperità, felicità  e serenità.
Svaor Solntsevrat:
20170117_032521
Rappresenta il movimento del sole nel cielo. Agli umani dona gentilezza, purezza nei pensieri e nelle azioni e la luce dell’ ispirazione spirituale
Svastika:
20170117_033708Sebbene le varie forme della Svastica e le sue varie rappresentazioni ci riconducono inevitabilmente al nazifascismo questo simbolo nella tradizione slava non ha un significato negativo. Simboleggia il sacro fuoco dell’ altare e la casa. Protegge la casa e il tempio/altare
-Guardiano familiare
sun-e1325934127950

Schema per ricamare

Rozhanits:
37575da454a8-e1325934457956
Schema per ricamare 
Favorisce la fertilità e la possibilità di dare alla luce un bambino sano. Oltretutto promuove la concentrazione e la forza necessarie affrontare crescere e guidare un figlio. Aiuta le donne nelle incombenze quotidiane
Per adesso mi fermo qui anche se le mie ricerche su questo ambito non termineranno assolutamente. Spero vi sia piaciuto l’articolo e che vi possa essere utile nella realizzazione di qualche incantesimo o sacchettino. Se commentate mi farà molto piacere rispondervi.
aglaia-hirschlauf
Bibliografia:
-Skayler Nattfödd Ulver, “Ricavando- Un arte magica”
-I.M.Kolesnitskaya,L.M.Telegina “Folklore and Archaic Beliefs”
-Encyclopedia of safety, “Slavic embroidery”

30 Days of Devotions – 4 days

14vmuja

SIMBOLI E IMMAGINI DI QUESTA DIVINITÀ

veles-symbol

Questo è forse il simbolo per eccellenza che può rappresentare Veles. Ricorda molto il simbolo wiccan per il Dio. Veles talvolta viene rappresentato come un Dio cornuto e come il fio del bestiame e di animali tendenzialmente con le corna. Questo simbolo rappresenta proprio questp lato della Divinità. Le corna non rappresentano solo il bestiame (che a sua volta è anche l emblema delle necessità dell’uomo ma questo è un anchergomento di cui tratterò nella prossima risposta) ma anche la virilità del Dio e la sua sessualità selvaggia, si potrebbe dire bestiale ma non per questo negativa.

 

Veles come Dio delle foreste e dei boschi viene rappresentato anche sottoforma di orso, uno degli animali più temibili e potenti delle foreste e dei boschi slavi, enorme, possente, saggio. La sua apparente calma può trasformarsi in una vera e propria furia e ritornare poi in una calma placida e meditabonda. ecco quindi questi amuleti a forma di zampa di orso

 

scontro tra veles e perun
Scontro tra Veles e Perun

Veles è descritto in alcune saghe come un enorme serpente che, dopo aver rubato diversi tesori al Dio celeste Perun (nonché suo fratello), si scontra con Perun stesso. Ecco che dunque fuoriesce dalle radici dell’ albero del mondo sottoforma di un enorme serpente/drago accumula tesori. Quindi un altra immagine con cui viene rappresentato e il serpente.

veles3

Veles è anche considerato il protettore dei musicisti. Fino alle inizio del secolo scorso i musicisti non iniziavano  a suonare in delle sagre di paese o a un matrimonio finché qualcuno non avesse versato un bicchiere di vino ai piedi di un’albero in onore del loro protettore. Spesso, oltre che con le corna, viene rappresentato mentre suona

aglaia-hirschlauf

30 Days of Devotion è una attività proposta dal forum Vivere Wicca  http://wicca.forumfree.it/m/

 

 

Il Jólakötturinn, il gatto di Natale d’Islanda

Anche se forse non l ho mai detto qui sul forum sono in generale appassionata di mitologia europea  (non solo slava) e….di gatti. Ho trovato un articolo molto interessante su un enorme gattone della mitologia islandese. Spero  vi possa piacere . Qualcuno di voi conosce altre leggende sui fatti? Sarei molto felice se ne le scriveste nei commenti :-). Anche delle storie locali di dove vivete voi ^^

Jolakotturrin1.jpg

 

Il folklore pullula di gatti: abbiamo, a titolo di esempio, il giapponese Bakenekoil Cat-Sith di Samhain e un’intera simbologia per i gatti neri e bianchi. Oggi vi presentiamo un altro esponente della schiera: il Jólakötturinn, il gatto di Natale d’Islanda, anche conosciuto come gatto di Yule, dove Yule è la festa pagana corrispondente al Natale di oggi. Perciò quale miglior momento delle feste natalizie per raccontare di lui, del resto?

Il  Jólakötturinn è un enorme gattone nero, dal temperamento famelico e dai lucidi baffi bianchi, i cui occhi brillano come carboni ardenti e la cui lunga coda gli permette salti spaventevoli, che si aggira tra i paesi d’Islanda durante la notte della Vigilia. È una figura temibile, perché va a caccia non di topi ma di uomini. Le sue vittime sono variate nel corso dei secoli, ma hanno tutte quante una qualità in comune: non sono riuscite a procurarsi, in regalo o producendolo con le proprie mani, un capo di abbigliamento nuovo da indossare a Natale, nemmeno una singola calza. È legato, come figura, alla mostruosa capra di Yule, che vigila sulla preparazione al Natale e si premura di punire chi non la organizza adeguatamente. Questo micione famelico esiste già dal Medioevo e storie raccapriccianti su di lui circolano già nel ‘700. Nell’800 il Jólakötturinn viene “utilizzato” come stratagemma per spingere gli operai a concludere la lavorazione della lana raccolta nel periodo autunnale prima della fine dell’anno: chi avesse lavorato alacremente, veniva ricompensato con un capo di vestiario. In altre parole, quindi, con la salvezza dalle grinfie del Jólakötturinn. Esiste anche una versione della leggenda in cui questo gattone gigante sarebbe l’animale domestico di Grýla e di suo marito Leppalúði, mostri (giganti secondo alcuni, troll secondo altri) divorati da una costante fame di tenera carne di bambino disobbediente che vivono tra i vulcani d’Islanda. Per questa ragione, il Jólakötturinn  si accanirebbe in particolare sui bambini più pigri e disobbedienti, che non hanno aiutato a sufficienza i loro genitori nel lavoro di tessitura… o sui più poveri, sprovvisti della possibilità di cucire il proprio capo o di riceverne uno in regalo. Le storie di cui era protagonista questa figura felina divennero, col tempo, tanto truculente e spaventose da spingere, nel 1764, a un editto che vietava di utilizzarle per spaventare i bambini. Ovviamente, si sa, al folklore e al suo fascino non si comanda e l’editto servì davvero a poco. Tanto che, pare, tempo dopo venne annullato. Un’ultima lettura del Jólakötturinn lo dipinge sì come un essere soprannaturale che va a caccia di chi sia privo, la Vigilia di Natale, di un capo di abbigliamento nuovo, ma in questa terza e ultima versione non sono gli sfortunati umani la sua preda, bensì semplicemente la loro cena della Vigilia.

jolakotturrin5

Questo gattone è una figura maligna? Senza dubbio. Se, però, si legge tutto con attenzione, questa leggenda esorta anche a aiutare i meno fortunati facendo loro un dono natalizio, affinché possano sfuggire a quelle temibili fauci feline. Un messaggio quantomai attuale oggi, ora che la povertà sta tornando a diffondersi anche in alcune porzioni dei paesi sviluppati.

Sicuramente, la letteratura e la musica ne hanno fatto una figura indimenticabile.Jóhannes úr Kötlum, poeta islandese, ha dedicato una poesia proprio al nostro Jólakötturinn, immortalandolo così per sempre nella letteratura.

aglaia hirschlauf

http://www.gcomegatto.it/jolakotturinn-il-gatto-di-natale-dislanda/

 

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑