Cerca

Aglaia Hirschlauf

Il Cerchio della Strega

24 febbraio – giorno della memoria pagano

e4602a45ece7b69b878563be27658e2e

Per un motivo o per l’altro il 24 febbraio non riesco mai a scrivere niente su questo argomento se non ad orari impensabili (ad esempio ora sono le 3!!). Di base credo che ricordare un genocidio, una strage passata, un crimine contro l’umanità PASSATO abbia poco senso. Questo perché le persone commemorano i morti, il dolore e la sofferenza. E basta. Il giorno dopo la vita va avanti e ci sentiamo quasi in pace per aver perso un po del nostro tempo a scagliarci sui social contro la violenza del passato. Per quanto mi riguarda certe date invece ci dovrebbero far ricordare si la violenza e l’ingiustizia passate…ma soprattutto ci dovrebbero rendere più empatici con persone attualmente VIVE che in certe aree del mondo (spesso drammaticamente vicine a noi) subiscono ancora oggi violenze e massacri. Per motivi etnici,religiosi,politici….non diversi da quelli che secoli fa hanno decretato la morte di centinaia di persone innocenti. Ma purtroppo non è così. Piangiamo per morti di secoli o decenni fa e permettiamo  (e alle volte appoggiamo) stragi evitabili e ben più attuali.

divisoreBlu

Tralasciando questa mia riflessione un po’ spinosa (e probabilmente sgradita ai più) vorrei parlavi della Santa Inquisizione. Cosa ha fatto e cosa non ha fatto lo sappiamo ormai tutti e se volete qualche esempio truculento andate a questo Link :

Leggete della Famiglia Popperheim: https://aglajarundeer.wordpress.com/2016/02/25/european-pagan-memory-day/

Oggi invece vi voglio parlare proprio di cosa era e di come era strutturata. L’Inquisizione era l’istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare e punire, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica (le cosiddette eresie). Storicamente, l’Inquisizione si può considerare stabilita già nel Concilio presieduto a Verona nel XII sec.(1184) da papa Lucio III e dall’imperatore Federico Barbarossa, con la costituzione Ad abolendam diversarum haeresum pravitatem. Nel 1252, con la bolla Ad extirpanda, Innocenzo IV autorizzò l’uso della tortura e Giovanni XXII estese i poteri dell’Inquisizione nella lotta contro la stregoneria. L’ Inquisizione in un certo senso NON È MAI SCOMPARSA…ha solo CAMBIATO NOME (e attività). Mentre nel XIX secolo gli Stati europei soppressero i tribunali dell’Inquisizione, questa fu mantenuta dallo Stato pontificio e assunse nel 1908, regnante Pio X, il nome di «Sacra Congregazione del santo Offizio», finché con il Concilio Vaticano II, durante il pontificato di Paolo VI, in un clima profondamente mutato dopo il papato di Giovanni XXIII, assunse nel 1965 l’attuale nome di «Congregazione per la dottrina della fede».A Roma, dal Cinquecento, l’Inquisizione aveva per prefetto lo stesso papa che nominava gli inquisitori generali, un gruppo di cardinali appartenenti alla Congregazione della sacra Inquisizione, e gli inquisitori particolari, consultori della Congregazione; nelle diverse diocesi dello Stato pontificio erano presenti altri inquisitori. Nella Spagna e nel Portogallo venivano nominati dal re gli inquisitori generali, confermati dal papa.L’autorità dell’Inquisizione, in materia di fede, si estendeva «sopra qualunque persona di qualunque grado, condizione e dignità, ossia vescovi, magistrati, comunità, né vi ha privilegio personale o locale ch’esenti dalla di lui giurisdizione»

L’Inquisizione spagnola aveva una struttura diversa sebbene fosse comunque gerarchica. Erano 3 le gerarchie fondamentali

1) Il Consiglio dell’Inquisizione Generale e Suprema (Consejo de la General y Suprema Inquisición) dava le istruzioni ai Tribunali, esaminava i rapporti dei processi, ordinava le ispezioni, rivedeva le cause e agiva come tribunale per i membri dell’Inquisizione accusati di reati. Il presidente era Inquisitore Generale. Gli altri membri erano gli inquisitori provinciali (nominati dal re), prelati e avvocati.

2)I Tribunali (Tribunales) giudicavano gli accusati. Erano formati da tre inquisitori, per la maggior parte membri del clero secolare con esperienza giuridica, e altri funzionari come procuratori, segretari, notai e un difensore dell’accusato, che normalmente si limitava a informare l’accusato di come si svolgeva il procedimento.

3)I Familiari (Familiares) erano senza salario fisso. Incoraggiavano le delazioni, raccoglievano le testimonianze e catturavano gli accusati. Nonostante fossero personaggi odiati dalla popolazione, il loro numero crebbe notevolmente perché venivano esentati dai contributi fiscali e potevano girare armati. Inoltre la familiarità con l’Inquisizione era considerata prestigiosa e prova di “purezza di sangue”.

INQUISIZIONE E TORTURA

L’ Inquisizione non solo ha fatto molti morti,  ma si è macchiata di terribili sofferenze ottenute mediate un ampio uso della tortura. Riporto dal “Manuale dell’Inquisitore” di Nicolau Eymerich le sette regole che regolamentavano l’uso della tortura:

1)Si tortura l’accusato che vacilla nelle risposte, affermando ora una cosa, ora il contrario, ma sempre negando i capi d’accusa più importanti

2)Sarà torturato il diffamato che abbia contro anche un solo testimone.

3)Il diffamato contro il quale si è riusciti ad accumulare uno o più indizi gravi deve essere torturato

4)Sarà torturato colui contro il quale deporrà uno solo in materia di eresia e contro il quale si hanno inoltre indizi veementi o violenti

5) colui contro il quale peseranno più indizi veementi o violenti verrà torturato, anche se non si dispone di alcuni testimone a carico

6) A maggior ragione si torturerà colui il quale, simile al precedente, avrà in  più contro di se la deposizione di un testimone

7) Colui contro il quale si ha solo diffamazione o un solo testimone o un solo indizio non verrà torturato.

Esattamente come l’anno scorso mi auguro che i memory day non si risolvino solo come una lezione di storia ma come un’occasione per riflettere su come dobbiamo trattare il prossimo (anche se diverso) affinché situazioni del genere non si debbano più ripresentare.

aglaia-hirschlauf

Immagine iniziale: Skayler Nattfödd Ulver

4 Days of Devotion: Mito preferito

14vmuja

4° Days of Devotion

Mito o miti preferiti riguardanti questa divinità

Molte persone considerano Veles una divinità negativa e ingannatrice e in effetti alcuni lo definiscono un Loki slavo. Altri ancora, visto che è associato al regno dei morti e all’ oltretomba lo considerano un Dio nefasto portatore di morte. Altri ancora invece lo temono, essendo talvolta dipinto in alcuni racconti come un ladro e un serpente accumula tesori contrapposto con il celestiale Perun, suo fratello, con il quale spesso si scontra. Ma per me c è un mito che mi fa associare invece Veles a un protettore e custode dei bisogno terreni dell’uomo, una specie di Prometeo, sebbene questo sia un paragone azzardato, ma che faccio solo per far intendere quanto l opinione di molti sia errata. Ecco qui il mio mito preferito:

I filologi russi Vjačeslav Vsevolodovič Ivanov e Vladimir Toporov ricostruirono la mitica battaglia tra Perun e Veles attraverso studi comparativi di varie mitologie indoeuropee ed un gran numero di storie e canzoni popolari slave. La battaglia tra un dio del tuono ed un enorme serpente (o drago) è una caratteristica unificante di tutte le mitologie indoeuropee: nella versione slava del mito, Perun è il dio del tuono, mentre Veles si comporta come un drago che si oppone a lui. All’origine dello scontro tra le due divinità c’è il furto del figlio (o della moglie, o del bestiame) di Perun per mano di Veles. tale gesto è tra l’altro anche un atto di sfida: Veles, in forma di grande serpente, striscia fuori dalle caverne del mondo sotterraneo e sale avvolgendosi attorno all’albero del mondo verso i domini celesti di Perun, provocando la reazione di quest’ultimo che lo attacca con le sue saette. Veles scappa, si nasconde (o si trasforma in un albero, animale o persona) ma alla fine viene ucciso e, in questa morte rituale, qualsiasi cosa abbia rubato viene rilasciata dal suo corpo distrutto in forma di pioggia che cade dal cielo. Il mito della tempesta, come viene generalmente chiamato dagli studiosi al giorno d’oggi, serviva agli antichi slavi per spiegare il cambiamento delle stagioni: i periodi secchi venivano interpretati come il caos risultante dal furto di Veles, tempeste e fulmini erano visti come battaglie divine e la conseguente pioggia era il trionfo di Perun su Veles nonché il ristabilimento dell’ordine delle cose. Essendo un mito ciclico (si ripeteva ogni anno) la morte di Veles non era mai permanente, ed esso si riformava sotto forma di serpente che mutava la pelle e rinasceva in un nuovo corpo.
Sebbene in questo mito giochi il ruolo negativo di portatore di caos, Veles non era visto come un dio malvagio dagli antichi slavi. In aggiunta, va anche detto che la dicotomia ed il conflitto tra Perun e Veles non rappresentano lo scontro dualistico tra bene e male ma piuttosto l’opposizione tra i principi naturali di terra, acqua e sostanza (Veles) contro il cielo, il fuoco e lo spirito (Perun). Ovvero tra le necessità terrene dell’ uomo, come il bestiame e la ricchezza materiale di cui Veles è il protettore, e le forze della natura, anche potenzialmente distruttive. Questo concetto è rimarcato in alcune novelle russe, dove Veles è stato trasformato in San Nicola e Perun in Sant’ Elia. San Nicola salva il povero contadino ed il suo bestiame dal furioso e distruttivo Sant’Elia il tonante, che ovviamente rappresenta l’antico Perun.

aglaia-hirschlauf

30 Days of Devotion è un’attivita proposta dal forum “Vivere Wicca”: http://wicca.forumfree.it/m/

La magia del cucito – simboli di potere

Cucire per me è sempre stato un piacere. Escluso nei casi in cui ho dovuto riparare o aggiustare un vestito!Ma fin da piccola volevo che mia madre e mia nonna mi disegnassero su dei vecchi fazzolettini di stoffa deLle forme che io poi, con ago e filo, andavo a riempire. So che da qualche parte mia madre ha ancora un vecchio pezzo di stoffa con un mio fiorellino giallo ricamato. In pochi però sanno che nell atto del cucire e del ricamare può esserci del potere magico non troppo diverso da quello che ci può essere nel creare delle rune su dei tocchi di legno  o nell’inciderle in delle pietre. Cucire è un’ arte antica, cosi come  l arte del ricamo. Possiamo scorgere in queste due attività m le Parche che mentre tessono il loro elaborato arazzo decidono la lunghezza della vita delle persone, una vita che come un filo può essere elaborata e complessa o tagliata di netto. La tessitura è tra le più antiche e quasi mitologiche forme di artigianato. È un momento di concentrazione certamente, ma in quella concentrazione propria dell’ artista possiamo incanalare energia in ogni nodo,  in ogni intreccio, in ogni millimetro del filoMa non solo, tessere e cucire è un modo per legare incantesimi e preghiere cosi come avviene per la  magia dei nodi. I nodi sono un modo semplice per contenere e allentare l’energia. La magia dei nodi con ogni probabilità trae origine proprio dall’arte di tessere e cucire e perfino dalla pesca. Dove il filo “si annoda” in una direzione o in un altra, in ogni fibra tessuta e in ogni punto cucito si imprime la magia, per esempio un maglione può proteggere, cosi come un pescatore potrebbe annodare il proprio filo da pesca per aggiudicarsi  il pesce migliore, come fosse una scala della strega (di cui parlerò in seguito).È possibile utilizzare questo tipo di arte per attrarre o bandire in particolare persone, spiriti, malattie o più generalmente energie negative. Incanalare energia in una posizione specifica, (persino gli stendardi potrebbero sfruttare lo stesso tipo di principio di magia), un lavoro può essere creato per incanalare l’energia e può essere disfatto (cosi come un nodo) per rilasciarla. Anticamente anche i nastri da matrimonio potevano essere ricamati con simboli, iniziali e promesse, in questo caso il ricamo ha a che fare con il ‘consolidare’ il rapporto, l’unione. (nel caso i suddetti nastri legavano le mani in un ‘ nodo ‘ ulteriore durante la cerimonia).Si può ricamare un intenzione, semplicemente anche un atto devozionale come il ricamare /tessere/ una tovaglia d’altare, un arazzo o un centro fatto all’ uncinetto .Fin dai tempi antichi l’ uomo e la donna hanno sperimentato dei sistemi leggermente diversi nel fare magia e nell’ usare soprattutto la magia. Ad esempio per gli uomini l’ uso dei simboli è stato spesso associato a talismani e monili ma anche a rappresentazioni grafiche realizzate su armi, scudi o armature. Per le donne invece l’ arte del ricamo è stato un modo per portare con sé un simbolo o incantesimo in grado di proteggere, portare gioia o fertilità.  Sono sono note a molti le fantasie degli abiti tradizionali slavi o baltici ad esempio. Non  vanno però considerate fantasie completamente casuali, infatti nei vari elementi decorativi è possibile rintracciare una serie di simboli base.  Sono molti i simboli slavi che un tempo venivano intagliati o cuciti per attrarre ciò di cui gli individui avevano bisogno. La storia del cucito si perde nei secoli, molto prima dell’ avvento del cristianesimo. In quell’epoca lontana, le donne slave ricamavano, in particolar modo con un filo rosso in campo bianco, per chiedere agli Dei aiuti,  protezione, amore, fertilità o armonia.

Anche voi potete cimentarvi in forme magiche che comprendono il ricamo di particolari simboli ad esempio in sacchettini o fazzoletti da portare con voi, magari associandovi dei colori particolari. Qui di seguito vi illustro il significato principale di alcuni colori e di alcuni simboli di modo che possiate realizzare incantesimi di protezione, per la tranquillità, la prosperità o la serenità familiare associando simboli e colori esattamente come molti secoli fa hanno fatto i nostri antenati. Potete ricamare una maglietta che magari indossare sotto un pullover con il simbolo appropriato oppure l interno di una tasca o un fazzoletto di stoffa. Ma potete anche realizzare un sacchettino del colore adeguato con il ricamo adeguato e riempito con ciò che può essere utile al vostro intento magico.

Colori, cucito e abiti tradizionali

Qui di seguito vi lascio delle nozioni interessati sul significato dei colori e degli abiti nella Russia e nei paesi slavi dei secoli scorsi.
Per il significato dei colori in magia da usare per i vostri ricami ecco il link:
Il codice del colore di un abito tradizionale ha due significati:
sociale: segna l appartenenza a un gruppo di età (bambini o uomini adulti) o a una categoria sociale (nubile, sposa o vedova).  Ma poteva anche significare l’ appartenenza a una particolare tribù o casta
rituale: grazie all alternanza di parti di vari colori ai possono creare delle vere e proprie magie cucite bella stoffa che volendo possiamo indossare o portare sempre con noi .
Queste due funzioni si sono poi mescolate,  di modo che possiamo affermare che se un colore ha un determinato significato sociale questo dipende dal suo significato rituale e vice versa. Il linguaggio simbolico dei colori si è formato molti anni (secoli, forse anche millenni) fa. Chiaramente la gamma di colori era limitata alla possibilità di usare solo elementi naturali e facilmente reperibili. I più antichi pigmenti erano rosso e nero. Pertanto, le principali “parole” dEl “dizionario dei colori” sono: bianco (colore naturale di lino e lana), rosso e nero
Bianco:  in questo caso, si tratta del colore naturale della lana e lino (sia sbiancato e non sbiancato). Lo sbiancamento artificiale della biancheria richiedeva un sacco di tempo, lavoro e denaro. Così,la  biancheria sbiancata veniva considerata come un panno costoso, ed era un segno di uno status sociale elevato. Ma, simbolicamente, le persone indossavano abiti bianchi nel corso di un periodo di trasformazione del loro ruolo sociale. I russi credevano che durante qualsiasi transizione di vita ( infanzia / adolescente, o celibe-nubile/sposata-o) il confine tra il mondo materiale e spirituale diventasse sottile e trasparente. Le persone che indossavano il bianco (bianco puro, senza alcuna decorazione) erano: bambini prima dell’età di 7-8 anni, anziani (dopo 60) spose, reclute militari. Inoltre, il colore bianco è un simbolo della maternità (e di una donna sposata), in contrasto con il rosso – il colore di una giovane ragazza.
Rosso: è stato il primo colore utilizzato per la colorazione della stoffa. Già nel Paleolitico veniva impiegato per scopi rituali.  Alcune erbe (Rubia tinctorum) e minerali (ematite) possono dare un colore rosso alla stoffa. È ovvio che il colore rosso indica simbolicamente sangue e fuoco. Come simbolo di sangue mostra il flusso di energia tra la natura e l’ essere umano. I vestiti folkloristici che un tempo venivano impiegati dalle persone tutti i giorni avevano dei ricami rossi in genere attorno ai polsi e al collo   Inoltre, secondo le credenze slave, gli dei del Fuoco e del Sole erano uomini. Così, il colore rosso simboleggia il potere maschile (produttivo, fertile, difensivo) – sia negli aspetti spirituali che fisici. I giovani appena sposati indossavano camicie rosse decorate con segni rituali di fertilità. Molte parole russe connesse con la fertilità e la riproduzione derivano dalla parola rosso-KRAS. Tradizionalmente si pensava che la bellezza fisica  Village ( “krasota”) fosse una preparazione per la fertilità. Pertanto, il colore rosso era anche un simbolo di una giovane donna, che è pronta a essere una madre. Ecco perché il costume di una sposa nei villaggi russi era rosso. Così, il rosso è il sangue (forza fisica), il fuoco (la difesa), un uomo maturo e una giovane donna pronta a essere madre
Nero e altri colori come grigio scuro, marrone scuro: sono i colori naturali della lana. Responsabile di tale colorazione è l’ Acidum tannicum. Questo colore veniva infossato da anziani over 70 anni, donne mai sposate e monaci. Il colore nero significava una distanza tra una persona e il mondo (e soprattutto la.mancanza  figli). Le persone sposate evitavano  di  vestirsi di nero.
-Giallo: il colore giallo poteva essere ottenuto,  nelle sue varie gradazioni, attraverso l’ uso di alcuni minerali
Blu e verde: secondo dei dati archeologici in Russia l uso di questi colori risale al 15 secolo. Tuttavia, fino a 1700, blu e verde non erano i colori di base nell’ abbigliamento. Solo dopo aver stabilito un commercio con l’Iran, questi colori divennero accessibili non solo per la nobiltà, ma anche per la gente dei villaggi. In alcune regioni, gli abiti blu iniziarono a essere un segno di
 ricchezza e di rispetto. Le donne sposate ricche dopo cinque o sei anni di matrimonio indossavano abiti blu. Delle camice blu in un uomo indicavano che era il capofamiglia  di una famiglia allargata. Allo stesso tempo,il blu era simbolicamente inteso come ” non più rosso, ma non ancora bero”. Pertanto, gli anziani (soprattutto quelli che avevano nipoti) lo indossavano frequentemente.

SIMBOLI SLAVI

Kolovrat
kolovrat_%d0%ba%d0%be%d0%bb%d0%be%d0%b2%d1%80%d0%b0%d1%82_swastika_%d1%81%d0%b2%d0%b0%d1%81%d1%82%d0%b8%d0%ba%d0%b0_-_rodnovery
Secondo il pittore e studioso Stanisław Jakubowski il “piccolo sole” è uno dei primi simboli slavi per indicare il sole. Rappresenta la vittoria del luce sull’ oscurità  E ‘stato inciso su monumenti costruiti in legno nei pressi dei luoghi di riposo  per rappresentare la vita eterna e la vittoria della vita sulla morte. Può essere impiegato per propiziare la salute e la guarigione.
Reçe Boga
receboga_ideogram-kosmosu
Sebbene di difficile interpretazione i ricercatori sono d’accordo con la convinzione che jl simbolo “Mano di Dio” è un simbolo del dio supremo per gli antichi slavi, cioè il dio creatore Rod. La croce centrale simboleggia l’imperiosità e la protettività. Lo spazio tra i bracci della croce è spesso riempito di  svastiche (Svarga, il paradiso e la dimora degli dei celesti degli antichi slavi). Si tratta di un simbolo della dualità del fuoco celeste. Secondo alcuni la fine della croce  può simboleggiare direttamente il Dion del tuono Perun e la pioggia e le nuvole tipiche dei fenomeni atmosferici violenti.  Un’altra interpretazione più ragionevole è che le creste sulle estremità dei bracci della croce simboleggiano i raggi del sole Swarog.
popielnica_rece_boga
Il simbolo ci è noto dal 1936 quando venne rinvenuto un reperto nella provincia di Lodz. Del Reçe Boga…purtroppo ne rimane una copia perché il.manufatto originale venne perso dai nazisti durante la ritirata.
Charovrat:
20170117_030348
È un simbolo protettivo sia per gli esseri umani che per gli oggetti. Era colorato di rosso o come se fosse infiammato in quanto il fuoco tradizionalmente è associato alla protezione contro i sortilegi o la magia nera
Rodovik:
rodovik-symbolizes-strength-of-god-rod-protect-the-thread-of-human-life-provides-communication-and-support-of-the-dead-ancestors
Rappresenta il Dio creatore Rod. Esattamente come Rod è il dio del clan e della famiglia questo simbolo aiuta l unità e la serenità  familiare e permette di stabilire una connessione con i propri antenati, in quanto ancora parte della famiglia.
Svadebnik:
slavic-svadebnik-materials-to-make-necklaces-talisman-charm-pendant
È il talismano più potente, che simboleggia la fusione dei due generi in un unico nuovo modo di vivere. O del genere maschile e femminile in una nuova vita. Questo simbolo ha lo scopo di proteggere il benessere e la felicità della famiglia. Questo simbolo slavo non è solo un tradizionale regalo di nozze, ma poi è un forte amuleto per famiglia, contribuendo alla presenza dello spirito nella famiglia, e che punta a una forte alleanza tra l uomo e la donna.
7eedbe89bc4365c2aa83c92b6c588a09
Abito da sposa russo con lo Svadebnik
svadebnik
Schema per ricamare lo Svadebnik a punto croce

 

 

Svaor:
20170117_032844
Rappresenta l incessante movimento dello Svarga e l eterno ciclo della vita dell’ universo. Apposto sugli utensili di casa dona prosperità, felicità  e serenità.
Svaor Solntsevrat:
20170117_032521
Rappresenta il movimento del sole nel cielo. Agli umani dona gentilezza, purezza nei pensieri e nelle azioni e la luce dell’ ispirazione spirituale
Svastika:
20170117_033708Sebbene le varie forme della Svastica e le sue varie rappresentazioni ci riconducono inevitabilmente al nazifascismo questo simbolo nella tradizione slava non ha un significato negativo. Simboleggia il sacro fuoco dell’ altare e la casa. Protegge la casa e il tempio/altare
-Guardiano familiare
sun-e1325934127950

Schema per ricamare

Rozhanits:
37575da454a8-e1325934457956
Schema per ricamare 
Favorisce la fertilità e la possibilità di dare alla luce un bambino sano. Oltretutto promuove la concentrazione e la forza necessarie affrontare crescere e guidare un figlio. Aiuta le donne nelle incombenze quotidiane
Per adesso mi fermo qui anche se le mie ricerche su questo ambito non termineranno assolutamente. Spero vi sia piaciuto l’articolo e che vi possa essere utile nella realizzazione di qualche incantesimo o sacchettino. Se commentate mi farà molto piacere rispondervi.
aglaia-hirschlauf
Bibliografia:
-Skayler Nattfödd Ulver, “Ricavando- Un arte magica”
-I.M.Kolesnitskaya,L.M.Telegina “Folklore and Archaic Beliefs”
-Encyclopedia of safety, “Slavic embroidery”

30 Days of Devotions – 4 days

14vmuja

SIMBOLI E IMMAGINI DI QUESTA DIVINITÀ

veles-symbol

Questo è forse il simbolo per eccellenza che può rappresentare Veles. Ricorda molto il simbolo wiccan per il Dio. Veles talvolta viene rappresentato come un Dio cornuto e come il fio del bestiame e di animali tendenzialmente con le corna. Questo simbolo rappresenta proprio questp lato della Divinità. Le corna non rappresentano solo il bestiame (che a sua volta è anche l emblema delle necessità dell’uomo ma questo è un anchergomento di cui tratterò nella prossima risposta) ma anche la virilità del Dio e la sua sessualità selvaggia, si potrebbe dire bestiale ma non per questo negativa.

 

Veles come Dio delle foreste e dei boschi viene rappresentato anche sottoforma di orso, uno degli animali più temibili e potenti delle foreste e dei boschi slavi, enorme, possente, saggio. La sua apparente calma può trasformarsi in una vera e propria furia e ritornare poi in una calma placida e meditabonda. ecco quindi questi amuleti a forma di zampa di orso

 

scontro tra veles e perun
Scontro tra Veles e Perun

Veles è descritto in alcune saghe come un enorme serpente che, dopo aver rubato diversi tesori al Dio celeste Perun (nonché suo fratello), si scontra con Perun stesso. Ecco che dunque fuoriesce dalle radici dell’ albero del mondo sottoforma di un enorme serpente/drago accumula tesori. Quindi un altra immagine con cui viene rappresentato e il serpente.

veles3

Veles è anche considerato il protettore dei musicisti. Fino alle inizio del secolo scorso i musicisti non iniziavano  a suonare in delle sagre di paese o a un matrimonio finché qualcuno non avesse versato un bicchiere di vino ai piedi di un’albero in onore del loro protettore. Spesso, oltre che con le corna, viene rappresentato mentre suona

aglaia-hirschlauf

30 Days of Devotion è una attività proposta dal forum Vivere Wicca  http://wicca.forumfree.it/m/

 

 

Il Jólakötturinn, il gatto di Natale d’Islanda

Anche se forse non l ho mai detto qui sul forum sono in generale appassionata di mitologia europea  (non solo slava) e….di gatti. Ho trovato un articolo molto interessante su un enorme gattone della mitologia islandese. Spero  vi possa piacere . Qualcuno di voi conosce altre leggende sui fatti? Sarei molto felice se ne le scriveste nei commenti :-). Anche delle storie locali di dove vivete voi ^^

Jolakotturrin1.jpg

 

Il folklore pullula di gatti: abbiamo, a titolo di esempio, il giapponese Bakenekoil Cat-Sith di Samhain e un’intera simbologia per i gatti neri e bianchi. Oggi vi presentiamo un altro esponente della schiera: il Jólakötturinn, il gatto di Natale d’Islanda, anche conosciuto come gatto di Yule, dove Yule è la festa pagana corrispondente al Natale di oggi. Perciò quale miglior momento delle feste natalizie per raccontare di lui, del resto?

Il  Jólakötturinn è un enorme gattone nero, dal temperamento famelico e dai lucidi baffi bianchi, i cui occhi brillano come carboni ardenti e la cui lunga coda gli permette salti spaventevoli, che si aggira tra i paesi d’Islanda durante la notte della Vigilia. È una figura temibile, perché va a caccia non di topi ma di uomini. Le sue vittime sono variate nel corso dei secoli, ma hanno tutte quante una qualità in comune: non sono riuscite a procurarsi, in regalo o producendolo con le proprie mani, un capo di abbigliamento nuovo da indossare a Natale, nemmeno una singola calza. È legato, come figura, alla mostruosa capra di Yule, che vigila sulla preparazione al Natale e si premura di punire chi non la organizza adeguatamente. Questo micione famelico esiste già dal Medioevo e storie raccapriccianti su di lui circolano già nel ‘700. Nell’800 il Jólakötturinn viene “utilizzato” come stratagemma per spingere gli operai a concludere la lavorazione della lana raccolta nel periodo autunnale prima della fine dell’anno: chi avesse lavorato alacremente, veniva ricompensato con un capo di vestiario. In altre parole, quindi, con la salvezza dalle grinfie del Jólakötturinn. Esiste anche una versione della leggenda in cui questo gattone gigante sarebbe l’animale domestico di Grýla e di suo marito Leppalúði, mostri (giganti secondo alcuni, troll secondo altri) divorati da una costante fame di tenera carne di bambino disobbediente che vivono tra i vulcani d’Islanda. Per questa ragione, il Jólakötturinn  si accanirebbe in particolare sui bambini più pigri e disobbedienti, che non hanno aiutato a sufficienza i loro genitori nel lavoro di tessitura… o sui più poveri, sprovvisti della possibilità di cucire il proprio capo o di riceverne uno in regalo. Le storie di cui era protagonista questa figura felina divennero, col tempo, tanto truculente e spaventose da spingere, nel 1764, a un editto che vietava di utilizzarle per spaventare i bambini. Ovviamente, si sa, al folklore e al suo fascino non si comanda e l’editto servì davvero a poco. Tanto che, pare, tempo dopo venne annullato. Un’ultima lettura del Jólakötturinn lo dipinge sì come un essere soprannaturale che va a caccia di chi sia privo, la Vigilia di Natale, di un capo di abbigliamento nuovo, ma in questa terza e ultima versione non sono gli sfortunati umani la sua preda, bensì semplicemente la loro cena della Vigilia.

jolakotturrin5

Questo gattone è una figura maligna? Senza dubbio. Se, però, si legge tutto con attenzione, questa leggenda esorta anche a aiutare i meno fortunati facendo loro un dono natalizio, affinché possano sfuggire a quelle temibili fauci feline. Un messaggio quantomai attuale oggi, ora che la povertà sta tornando a diffondersi anche in alcune porzioni dei paesi sviluppati.

Sicuramente, la letteratura e la musica ne hanno fatto una figura indimenticabile.Jóhannes úr Kötlum, poeta islandese, ha dedicato una poesia proprio al nostro Jólakötturinn, immortalandolo così per sempre nella letteratura.

aglaia hirschlauf

http://www.gcomegatto.it/jolakotturinn-il-gatto-di-natale-dislanda/

 

Nodo dell’ amante

download

Questo modello è stato trovato intagliato a Meigle in Perthshire, Scozia. È creato da una linea continua, che rappresenta l’eternità, la fedeltà, e l’unità. Il disegno interno quattro trifogli, ogni trifoglio rappresenta una delle quattro stagioni. Il trifoglio rappresenta le tre forze della natura: la terra, l’aria e l’acqua. . Il cerchio che circonda il disegno simboleggia il sole. Questo nodo, con le sue linee intrecciate, rappresenta l’ amore tra due persone. E’ considerato capace di attrarre l’ amore, la passione  e di elevare le relazioni

 

aglaia hirschlauf

 

Sitografia: http://www.math.nus.edu.sg/aslaksen/gem-projects/maa/0203-2-11-The_Book_of_Celtic_Knots.pdf

 

30 Days of Devoion – 2°

14vmuja

 

Come sei diventata consapevole di questa Divinità?

Per me la ricerca della Divinità è sempre stata una cosa importante, avendo una concenzione della religione essenzialmente deista. La pratica magica, anche un semplice incantesimo di protezione, è sempre stata strettamente correlata alla pratica religiosa. Quindi quando iniziai a 12-13 i primi approcci al mondo pagano ebbi immediatamente la necessità di studiare più mitologie sperando di trovare una o più Divinità alle quali dedicare la mia vita spirituale. Fin da bambina ho avuto una grande passione per la storia dell’ Egitto e quindi ebbi l’ istinto di orientarmi verso la mitologia egiziana. Ma più la studiavo più comprendevo che era terribilmente distante dal mio essere inevitabilmente europea e dal mio sentire di europea. Nonostante le Divinità egiziane mi “piacessero” non sentivo assolutamente nulla. Non ero assolutamente in grado di interfacciarmi con esse nè riuscivo ad avere in me un sentimento di adorazione.

0d097d3429cd47363d5516ae69eed4d1

La famiglia di mia madre, ovvero l’ unica famiglia che io abbia mai avuto, è per metà italiana e per metà tedesca. Ho molti parenti nella mittel europa perchè il mio tris nonno fece una vacanza in Germania  dopo il completamento dei suoi studi e dopo aver lasciato Firenze e aver passato qualche mese in Germania si sposò una ragazza tedesca. Proveniva dalla Germania Est,vicino al confine con la Polonia.Fin da picola la mia famiglia è stato un vero e proprio porto di mondo, con molte influenze culturali. Fin da piccola ho avuto modo di respirare una certa aria dell’ Est e soprattutto di venire a contatto con la mitologia e la cultura slava quindi le storie delle Dvinità slave le conoscevo. Crescendo le mie amicizie si sono organizzate, sopratutto fino agli anni universitari, con ragazzi e ragazze provenienti proprio dall’ Est Europa e dalla Germania, grazie anche a mio cugino, rafforzando in me l’ interesse e l’ identificazione con queste culture.

E’ stato così  poi completamente naturale scoprire, attorno ai miei 15 – 16 anni, di appartenere da sempre a quel Pantheon. Esso mi rappresentava e mi parlava direttamente, in modo chiaro e forte. E forse lo faceva da sempre, ero stata io che lo avevo ignorato per qualche motivo. Iniziai a studiarlo approfonditamente e quando nei miei studi incontrai la figura di Veles capiieedfe3876f9dc6a3e976a2f54c56f90e.jpg che c’era un contatto. Veles entrava nei miei pensieri miei pensieri nei momenti più impensabili e mormorava segretamente al mio orecchio. Talvolta sensuale e conturbante, altre volte misterioso e oscuro, altre volte illuminante come un pastore che guida il suo gregge. Quella Divinità così oscura e caotica, in alcuni suoi tratti, mi spaventava e per molto mi sentii incredula di fronte ai messaggi che mi venivano mandati. Veles, con il suo essere misterioso, caotico, conturbante e potente incarna,  e  soprattutto incarnava all’ epoca, ciò di cui avevo bisogno nella mia vita. Quando avevo studiato le altre Divinità  e avevo provato a creare per loro altari non c’era mai stato dialogo. Non avevo mai provato commozione o sentimento a praticare delle devozioni, nè avevo mai sentito la reale necessità di farlo, come se la Divinità stessa me lo richiedesse.

aglaia hirschlauf

30 Days of Devotions è un’ attività del forum Vivere wicca

http://wicca.forumfree.it/m/

30 Days of Devotion – 1° day

VIVERE WICCA14vmuja

 

Devo ammettere che per me è stato un periodo davvero difficile. Da dopo la mia laurea a maggio non ho avuto un solo momento libero perchè ho dovuto iniziare immediatamente a studiare per un concorso pubblico che fortunatamente oggi si è concluso in maniera più che positiva. Finalmente adesso ho un po’ di tempo per me e di conseguenza per il blog!

Qualche tempo fa mi sono imbattuta in una attività proposta dal forum Vivere Wicca, la 30 Days of Devotion. Si tratta di un’attività nata sul web (ad opera di tale Arrin Deugnatos) largamente diffusasi tra i blog di matrice pagana. La 30 DoD si struttura in 30 domande – a cui bisognerà rispondere quotidianamente – volte all’approfondimento dello studio e della relazione con una determinata divinità. Visto la necessità di fare delle ricerche non so se riuscirò  a mantenere il ritmo di un articolo al giorno ma cercherò di essere il più rigorosa possibile. Spero che questa attività si possa diffondere anche attraverso il mio forum e che vi possa interessare.

Vi elenco qui le domande a cui risponderò:

1) Una breve introduzione della divinità
2) Come sei diventato consapevole di questa divinità?
3) Simboli e immagini di questa divinità
4) Mito o miti preferiti riguardanti questa divinità
5) Parenti – albero genealogico
6) Altre divinità o entità associate a questa divinità
7) Nomi ed epiteti
8) Variazioni della divinità (aspetto, forme regionali, ecc.)
9) Errori comuni riguardanti questa divinità
10) Offerte – storiche ed esperienziali (UPG)
11) Feste, giorni, momenti sacri a questa divinità
12) Luoghi associati a questa divinità ed al suo culto
13) Quali temi della cultura moderna sono più vicini al cuore (sensibilità) di questa divinità?
14) Il culto di questa divinità è cambiato nell’era moderna?
15) Esistono pratiche quotidiane associate a questa divinità?
16) Come pensi che questa divinità rappresenti i valori del proprio pantheon e della cultura d’appartenenza?
17) Come si rapporta questa divinità ad altri Dei e pantheon?
18) Come si pone questa divinità in termini di genere e sessualità? (storicamente ed esperienzialmente)
19) Quale/i qualità ammiri di più di questa divinità? Quale/i qualità trovi più problematiche?
20) Opere d’arte che ti ricordano questa divinità
21) Musica che ti fa pensare a questa divinità
22) Una frase, una poesia, uno scritto che pensi risuoni con questa divinità
23) Una tua composizione – uno scritto riguardante questa divinità
24) Un momento in cui questa divinità ti ha aiutato
25) Un momento in cui questa divinità si è rifiutata di aiutare
26) Com’è cambiato nel tempo il tuo rapporto con questa divinità?
27) Il peggior pregiudizio che tu abbia incontrato riguardo questa divinità
28) Qualcosa che vorresti sapere riguardo questa divinità, ma che ancora non sai
29) Esperienze interessanti o inusuali da condividere?
30) Qualche suggerimento per chi vuole iniziare a conoscere questa divinità?

Una breve introduzione della divinità

Veles o Volos

-Cirillico: Велес

-Polacco: Weles

-Antico russo e antico slavo ecclesiastico: Велесъ

Simboli: animali cornuti, poesia, musica, mondo dei morti, drago, serpente, orso.

veles-symbol

E’ un importante dio della terra, delle acque e degli inferi, appartenente al pantheon slavo ed associato ai draghi, al bestiame, alla magia, ai musicisti, alla ricchezza ed all’inganno. È l’antagonista e fratello del supremo dio del tuono Perun, la cui battaglia contro di esso costituisce uno dei più importanti miti della mitologia slava.

Dio della morte e degli Inferi

Veles dimora negli Inferi, ovvero nelle radici dell’ albero del mondo e veniva rappresentato come un enorme serpente o drago (molto simile ad un drago accumula tesori) attorno alle radici dell’ albero del mondo. Veles è il pastore delle anime dei morti che nell’ al di là slavo, un mondo umido e verde, vegliano sulle mandrie di Veles. Veles mandava anche regolarmente gli spiriti dei morti nel mondo dei vivi come suoi messaggeri, a questo proposito vengono tenute delle feste, le Velja Noc, ad oggi chiamate Koleda. In queste feste giovani uomini indossano lungo cappoti di lana di pecora e indossavano maschere grottesche e cappotti di lana nera di pecora, girovagando per i villaggi e cantando canzoni nelle quali dicono di provenire da un mondo umido e bagnato e di aver viaggiato a lungo (chiari riferimenti all’ oltretomba di Veles). Visitavano anche le varie case e i padroni di casa elargivano doni e piccoli tesori. tali doni venivano portati a Veles in cambio di prosperità e buona sorte per il prossimo anno. Ecco perchè Veles spesso viene raffigurato come un drago accumula tesori. La sfera di appartenenza del dio è misteriosa, buia, infera, ctonia.

Dio della poesia e della musica

Veles ha una natura maliziosa e caotica, magica e lo si evince anche dalla sua musica. I Koledari utilizzavano la musica per entrare in trance e poeti, vati e musicisti lo veneravano come loro patrono. Bojan, il più celebrato cantore dei tempi andati, era chiamato «nipote di Veles».

fffe8a8b6f46fe453af13fd242e38c3d.jpgFino al ventesimo secolo durante un matrimonio i musicisti non iniziavano a suonare se non veniva rilasciato un tributo a Veles, che consisteva nel versare del vino ai piedi di un albero, meglio se una quercia. L’ albero del mondo per gli antichi slavi era infatti una quercia.

Dio del bestiame

La principale funzione pratica di Veles era proteggere il bestiame delle tribù slave, tanto che spesso ci si riferiva a lui come skotji bog, cioè “dio-bestiame”. Uno dei suoi attributi erano le corna di toro o ariete (o di un altro erbivoro addomesticato) e probabilmente anche la lana di pecora. Come già menzionato, Veles era il dio della magia, e secondo alcuni resoconti popolari l’espressione presti vunu (tessere la lana) o, in particolare, crnu vunu presti (tessere la lana nera) è un’allusione alle arti magiche, come in alcune canzoni koledo, dove i koledari cantavano di venire tessendo lana nera.Veles era ovviamente considerato anche protettore dei pastori, il che rivela un ulteriore tratto di inimicizia con Perun che, essendo portatore di pioggia, era il dio dei contadini. Esistono ancora oggi una serie di modi di dire nelle lingue slave meridionali che alludono ad una eccezionale fortuna: puna šaka brade (pieno pugno di barba) o, in particolare, primiti boga za bradu (“afferrare un dio per la sua barba”)

Lo scontro tra Veles e Perun

scontro tra veles e perun
Scontro tra Veles e Perun

I filologi russi Vjačeslav Vsevolodovič Ivanov e Vladimir Toporov ricostruirono la mitica battaglia tra Perun e Veles attraverso studi comparativi di varie mitologie indoeuropee ed un gran numero di storie e canzoni popolari slave. La battaglia tra un dio del tuono ed un enorme serpente (o drago) è una caratteristica unificante di tutte le mitologie indoeuropee: nella versione slava del mito, Perun è il dio del tuono, mentre Veles si comporta come un drago che si oppone a lui. All’origine dello scontro tra le due divinità c’è il furto del figlio (o della moglie, o del bestiame) di Perun per mano di Veles; tale gesto è tra l’altro anche un atto di sfida: Veles, in forma di grande serpente, striscia fuori dalle caverne del mondo sotterraneo e sale avvolgendosi attorno all’albero del mondo verso i domini celesti di Perun, provocando la reazione di quest’ultimo che lo attacca con le sue saette.

perun e veles
Veles e Perun

Veles scappa, si nasconde (o si trasforma in un albero, animale o persona) ma alla fine viene ucciso e, in questa morte rituale, qualsiasi cosa abbia rubato viene rilasciata dal suo corpo distrutto in forma di pioggia che cade dal cielo. Il mito della tempesta, come viene generalmente chiamato dagli studiosi al giorno d’oggi, serviva agli antichi slavi per spiegare il cambiamento delle stagioni: i periodi secchi venivano interpretati come il caos risultante dal furto di Veles, tempeste e fulmini erano visti come battaglie divine e la conseguente pioggia era il trionfo di Perun su Veles nonché il ristabilimento dell’ordine delle cose. Essendo un mito ciclico (si ripeteva ogni anno) la morte di Veles non era mai permanente, ed esso si riformava sotto forma di serpente che mutava la pelle e rinasceva in un nuovo corpo. Sebbene in questo mito giochi il ruolo negativo di portatore di caos, Veles non era visto come un dio malvagio dagli antichi slavi. Perun e Veles non rappresentano lo scontro dualistico tra bene e male ma piuttosto l’opposizione tra i principi naturali di terra, acqua e sostanza (Veles) contro il cielo, il fuoco e lo spirito (Perun).

La prossima domanda che svolgerò nel corso di questa settimana è: come sei diventato consapevole di questa divinità?

Spero che questa attività a cui ho deciso di aderire attraverso il Forum Vivere Wicca vi possa interessare.Sarà un’ occasione per farvi conoscere meglio la mitologia slava e anche per conoscere meglio me!

Sarei felice, anzi molto felice, di sentire la vostra opinione in merito ai 30 Days of Devotion 🙂

aglaia-hirschlauf

 

Riflessioni sul Terrorismo Dimenticato

Non so se avete su facebook amici cristiani (sicuramente) e se avete provato mai a fare critiche costruttive e non magari offese sterili alla religione cristiana. Specifico critiche costruttive perché da pagana ammetto che nel Cristianesimo e chiaramente tra i Cristiani ci sono esempi di altissima umanità, fratellanza e carità verso il prossimo. Chi definisce il Cristianesimo  una piaga senza argomentare non è molto diverso da quei cristiani che ci additano come adoratori del diavolo senza essersi mai informati. infatti il messaggio di pace,  uguaglianza, amore il prossimo e fratellanza espresso nel Vangelo da parte di Gesù sarebbe la base per un mondo utopico ed ideale.

Purtroppo il Cristianesimo non è tutto rosa e fiori come viene descritto.  Quando ad oggi si parla di terrorismo ci viene in mente Osama Bin Laden, I talebani e ad oggi l’ ISIS. Gli occidentali cristiani sono infatti fieri del fatto che la religione cristiana non si è macchiata nell ultimo secolo e nel nuovo millennio di attacchi terroristici e di crimini contro l’ umanità. Quando, discutendo con alcuni ho affermato il contrario supportando le mie dichiarazioni anche con prove, ho notato un completo rifiuto della realtà.  Oggi voglio proprio sensibilizzare il più possibile le persone sulle molte vittime che ha lasciato dietro di sè il Terrorismo Cristiano. Spero così di rendere note le molte vittime dimenticate e di far capire che alla fine su questa terra siamo davvero più o meno tutti uguali e umani , sia nel bene che nel male.

Non parlerò della caccia alle streghe perché avvenuta molto nel passato. Non che questo renda meno grave e disumano ciò che è accaduto ma quando ho detto ad alcuni cristiani che invece sì, hanno fatto spargimenti di sangue anche loro, mi è stato risposto: eh sì, ma era il medioevo, nei tempi moderni non è mai successa una cosa del genere! E invece si, purtroppo. Tralascio Adolf Hitler perché, sebbene sia stato battezzato e cresimato, il genocidio commesso ai danni di omosessuali, rom e ebrei, non è stato fatto in nome della religione. Inoltre Hitler in età adulta divenne sprezzante verso il cristianesimo e per il mantenimento del potere ha sempre rimandato uno scontro aperto con la Chiesa. Goebbels nel 1941 scrisse nel suo Diario che Hitler: “odia il cristianesimo, in quanto ha paralizzato tutto ciò che di nobile c’è al mondo” e il nazismo aveva comunque l’ obiettivo di eradicare o quantomeno sottomettere all’ ideologia il cristianesimo. (Fred Taylor Translation, The Goebbels Diaries 1939.1941”, 1982). Quindi tralasciamo Adolf Hitler.

Cosa è il Terrorismo  Cristiano?

Il Terrorismo Cristiano comprende atti di terrorismo compiuti da gruppi o individui che citano obiettivi o motivazioni da loro interpretati come ‘cristiani’, o entro un contesto di base di violenza tra diverse fazioni e/o pregiudizi quali l’intolleranza religiosa. Come altre forme di terrorismo religioso, i terroristi cristiani hanno indicato interpretazioni di principi di fede – in questo caso interpretazioni del Vecchio Testamento (bibbia) – come propria ispirazione per giustificare violenza e omicidi.

Genocidi e pulizie etniche

Qui di seguito vi elenco alcuni crimini contro l’ umanità e attacchi terroristici comessi dagli anni 80 al 2000 e di cui non si parla. Perché se a tagliare una gola è un musulmano è molto più grave (e fa più audience) di quando a farlo è un esaltato che lo fa nel nome di Gesù

-ATTENZIONE-

-ALCUNE IMMAGINI POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ –

Rwanda: il più grande massacro etnico della storia contemporanea è stato commesso durante i genocidi di massa della guerra in Ruanda, che ha portato a circa 800.000 morti in una guerra che è stata definita dalle nazioni unite un genocidio.

© Albert Facelly - Agence Sipa Press Rwanda - Goma : le GénocidePochi sanno, però, che il genocidio è stato portato a termine dai Hutu, prevalentemente di fede cattolica e da sempre molto vicini alla Chiesa Secolare, che sterminarono l’etnia Tutsi. Il genocidio avvenne non solamente con la conoscenza della Chiesa Cattolica, ma con la cooperazione diretta dei vescovi e preti locali come padre Wenceslas Munyeshyaka, ritratto più volte brandendo una pistola e unito Lle milizie Hutu. Condannato in Rwanda “in absentia” per genocidio e stupro e con una sentenza a vita, il Tribunale Internazionale Criminale del Rwuanda ha provato ed estradarlo più volte, ma la chiesa cattolica francese si è sempre rifiutata negando l’estradizione. padre Athanase Seromba che ordinò personalmente la demolizione tramite bulldozer della sua chiesa in cui aveva appena chiuso, sprangando le porte, 2.000 civili. I monaci cattolici lo aiutarono a fuggire e, cambiato nome, servì per lungo tempo in Toscana come sacerdote di una comunità. Dopo che il suo coinvolgimento fu svelato, Il Magistrato incaricato per le indagini dal Tribunale Internazionale, Carla Del Ponte, accusò ripetutamente il Vaticano di fare ostruzionismo sulla sua estradizione per essere giudicato: la risposta del Vaticano fu che il prete “stava facendo un ottimo lavoro” in Italia.

Uganda: l’Esercito di Resistenza del Signore, un esercito di guerriglieri ultra-cattolici impegnati nella ribellione armata al governo del 2005 si è resa responsabile direttamente di un numero imprecisato di omicidi (tra i 5.000 e i 20.000) e dell’esodo in fuga di oltre 300.000 persone.

imagesAccusati di crimini contro l’umanità, compresi massacri, rapimenti, mutilazioni, torture, stupri, messa in schiavitù a fini sessuali. Il movimento religioso guidato da Joseph Kony si auto-dichiara fondamentalista cristiano, contro all’Islam e a favore della creazione di una teocrazia basata sui Dieci Comandamenti.
-Centro africa: Nel Febbraio 2014 Amesty International ha denunciato con forza i massacri della forza composta da cristiani ed animisti anti-Balaka che in Africa centrale sta massacrando la minoranza musulmana .

big_artfichier_811130_5747534_201606112258610
Milizie cristiane

Nel solo mese di gennaio le vittime stimate sono oltre 1.000, ma alla fine dei conteggi del conflitto che dura ormai da anni le vittime saranno presumibilmente decine di migliaia. (solo questi tre esempi saprebbero rispondere alle domande che molti si pongono sul perché molte persone emigrano e fuggono dall’ Africa)
-Bosnia, Srebrenica: nel 1995 Ratko Mladic uccise 8372 civili musulmani. Anche se non era ancora l’ epoca dei social network si sono filmati.

Massacro di Srebrenica
Uomini bosniaci, civili. COME ERANO
srebrenica
COME SONO

Nei meandri bui del web potete trovare i loro filmati mentre, ridendo, sparano a degli adolescenti o a degli uomini che poi cadono in delle fosse comuni.

Karantina, Tel al-Zaatar, Sabra e Shatila: da parte dei Cristiani Maroniti perpetrati ai danni dei musulmani palestinesi e libanesi a Karantina (1.500 vittime civili) e Tel al-Zaatar (3.000 vittime civili).

sabra3.gifNel 1982 il massacro di Sabra e Shatila fu perpetrato dalla milizia Cristiana che massacrò 3500 palestinesi. L’episodio, classificato dalla Assemblea delle Nazioni unite come Genocidio fu documentata da fotografi inglesi che descrissero la folla armata come cristiani, che si auto-definivano tali, e brandivano crocifissi durante il massacro.

Terroristi Cristiani

Anders Behring Breivik: nel 2011 è stato arrestato ed incriminato per terrorismo a seguito di un attentato con autobomba a Oslo e della strage a mano armata nell’isola di Utøya, in cui uccise 77 persone.

Norwegian mass killer Breivik gestures as he arrives at the court room in Oslo Courthouse

Spontaneamente auto-dichiarato come Cristiano Protestante, anti-multiculturalista, anti-marxista, anti-islamista. A Utoya uccise per lo più europei che si erano radunati sull isola per  una manifestazione studentesca
Eric Robert Rudolph: membro del movimento ultracattolico Christian Identity è autore di diversi attacchi terroristici:

eric_rudolphl’attentato alle Olimpiadi di Atlanta presso il Centennial Olympic Park nel 1996 con 111 feriti ed un morto; la bomba ad una clinica per aborti ad Atlanta del 16 Gennaio 1997; la bomba all’Otherside Lounge, un bar per clientela lesbica, del 21 Febbraio 1997 (vi ricorda per caso un recente attacco terroristico?) la bomba alla clinica per aborti di Birmingham, Alabama del 29 Gennaio 1998; l’uccisione di Robert Sanderson, poliziotto di Birmingham e guardia part-time di una clinica abortistica

Credo di aver scritto abbastanza. Adesso sarei felice di sentire cosa ne pensate voi, e spero che le immagini postate non vi abbiano eccessivamente turbato. A mio avviso parlare di spiritualità è ancora troppo troppo troppo complicato, e ancora più complicato è aprire un dibattito o uno scambio di idee su fatti di cronaca che coinvolgono la religione e le derive estremiste. Per molti è meglio negare che determinati fatti siano avvenuti, convincendosi che solo gli altri, gli estranei, i cattivi, siano in grado di compiere tali scempi. pensare che solo ISIS commette dei crimini fa sentire i cristiani dalla parte dei buoni e gli permette anche di scagliarsi magari contro l’immigrato musulmano, o per lo meno di essere in una posizione di superiorità conferitagli dalla sua Integrità religiosa e dalla bontà insita culturalmente nella sua dottrina morale. riconoscere che invece tra le file dei cristiani ci sono invasati come  nelle file dei musulmani trascinerebbe i cristiani lontano da una sorta di bontà superiore e questo spaventa terribilmente chiunque o comunque tutti coloro che negano e ignorano tali stragi fatte nel nome dallo stesso Dio che pregano nell’ intimità delle loro normalissime vite. E questo,  a pensarci bene, farebbe paura a chiunque.

Nonostante ciò a mio avviso non dobbiamo ricordare solo le vittime di alcune religioni ma anche le vittime della religione Cristiana

Don’t forget

aglaia-hirschlauf

Vi consiglio di guardare i video di Lunaria su youtube per delle approfondite analisi di alcuni tesi cristiani in merito alla figura della donna

Terrorismo: http://mgpf.it/terrorismo-cristiano

Blog su WordPress.com.

Su ↑